Discussione su di “Lei”.

Scritto il 21-12-2006 da Vito Antonio Bonardi

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Stavo parlando con un mio caro amico di cose accadute ultimamente, o meglio cose attuali, o puntualizzando, di Lei. La discussione  è avvenuta via sms e gli stavo spiegando la situazione. Ad un certo punto, mi dice:

"Chi capisce le donne è bravo, ma chi capisce te è un fenomeno."

A dir la verità a questo non ci avevo pensato, ma ora mi vengono dei dubbi: non è che ho sbagliato io?
Rimango comunque dell’idea che non per colpa (o a causa) di altre persone, si possan cambiare i propri modi, di vivere, di pensare, di agire…

Protetto: Il mio pensiero a riguardo.

Scritto il 09-12-2006 da Vito Antonio Bonardi

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Guardare avanti.

Scritto il 06-12-2006 da Vito Antonio Bonardi

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Guardare avanti senza voltarsi mai, sarebbe un pò come cancellare una parte di te stesso, e, troppo spesso quella è la parte migliore di te, quella che viene fuori solo nei brutti momenti, nelle situazioni più difficili. Voltare pagina! Si va bene ma in che modo? Dimenticando tutto? Sarebbe come rinnegare una parte di te stesso. Pensando che tutto è passato e poi ritrovarsi al punto di partenza da solo, e con  un’ intera vita da rifare. Ti aggrappi anche all’ultimo appiglio per venirne fuori, anche quando non hai più possibilità ma ci provi, solo per sentirti vivo o, alle brutte, per non sentire che qualcosa ti muore. Questo è il giusto contrappasso da scontare per tutto il bene ricevuto senza sconti, a volte incondizionatamente dai sentimenti più o meno forti, dalle situazioni più o meno buone. Si, vale la pena soffrire cosi tanto per una persona, se per provare un sentimento cosi forte il prezzo da pagare è questo, ci si può stare. L’amore è un sentimento che va vissuto fino in fondo senza mai farne economia, o lo dai tutto, o non lo dai per niente. Non bisogna mai aver paura di urlare quello che si prova, bisogna farlo sentire ad ogni costo, ad ogni condizione, senza indugi!

Ora che ci penso mi chiedo perché non l’ho fatto e, anche se la risposta non mi viene, mi pento di questo. E il fatto di non trovare una spiegazione a tutto ciò mi fa rabbia, ed è un sentimento che rimane dentro perché non sa come uscire. So solo che vorrei tornare indietro per fare tutto quello che non ho fatto, per dire tutto quello che non ho detto, per dare tutto quello che non ho dato, per donare tutto quel che resta di me stesso. C’è chi dice che indietro non si torna, ma io, da bravo sognatore non gli voglio dare retta, perché nessuno mi può togliere la speranza di pensare ancora a un domani insieme, e, finchè avrò questa speranza la terrò stretta dentro al cuore per non farla andar via. Adesso lascio correre il tempo cercando di dare il mio “profilo buono” come dice il Liga, il peggio è già venuto fuori da se, anche se inconsapevolmente. Proverò a dare una svolta alla mia vita, anche se è difficile. Nel frattempo tiro avanti, e, anche se a fatica continuo a credere in quello che voglio, e tutto quello che voglio è lei.

Una sera di Novembre.

Scritto il 24-11-2006 da Vito Antonio Bonardi

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Inizio da dimenticare…stavam vincendo 6-2 a 10 minuti dalla fine e a fine partita….6-7 per loro. Partita da dimenticare. Si va a casa…dopo aver mangiato i pasticcini del nostro tesoro Marianna. Partiamo…in 6 nella mia macchina, tipo "pustalicchio". E sulla strada di casa, vien l’idea della biretta…visto che son io l’autista, decido per l’Old Bridge. Prima d’arrivarci, facciam un pò il giro dell’oca…avevo sbagliato strada, colpa di Mauri e dei suoi "ciaoooooo" che mi fan ridere fin ad arrivar alle lacrime agli occhi. Ok finalmente ce l’abbiam fatta, siam arrivati al pub. Qui tra una cazzata e una ceddiata, "la Chiara" scopre troppe cose di me, non va bene così!!

Verso le 22:30, si va a casa (sempre in 6). Nuovo giro dell’oca, passo da M&M brothers. Qui faccio lo scherzetto a Marianna. Gli avevo detto di non scendere dalla macchina, altrimenti l’avrei lasciata a piedi. Ma lei diemnticando ciò, decide di passare da dietro ad avanti…e appena mette i piedi fuori dalla macchina io parto e la lascio li. Mosso da profonda riconoscenza (i pasticcini, mica altro), gli faccio fare pochi metri a piedi….poi la faccio risalire. Ok si riparte, direzione casa di Marianna e Ivana. Le lascio sotto casa e riparto. Oh oh…chi siam rimasti??

Io e Chiara soli…..noooooo. Iniziam a punzecchiarci, io "che gli do contro" e lei che "faccio l’acida con te". Guardo l’ora e sono solo le 23. Possibile andare a casa alle 23?? No. "Chiara andiam a bere qualcosa?" … "Ancora?" … "Per te bere una birra è bere qualcosa?" … Silenzio, e nel silenzio chi tace acconsente. E qui mi fa "quello sguardo". Ah è così? Ok, continuo a "darti su". Arriviam finalmente al pub. Io prendo il solito, lei prende….non lo dico…mi mette tristezza! Iniziam con i nostri discorsi profondi, aiutandoci con i disegnini, molto utili a dir la verità. E così si materializzano muri, frecce, cerchi, strade a zig zag…e visto i nostri studi, non potevam mancare la "X" e la "Y". Parliamo di noi, del nostro presente e del nostro passato.

Chiara, ma sei di un duro…perchè vuoi aver ragione sempre te?? T’ho dato delle prove inconfutabili, e niente, non c’è niente da fare con te. Ma forse alla fine qualcosa l’ho spuntata, mi hai detto "forse hai ragione", forse. E’ già un passo in avanti. Devi smuoverti un pò, perchè sei i muri sono invalicabili, non c’è niente da fare, si va oltre. Così tra un "dir su" e un’altro…arriva le 1:30. L’abbiocco ci coglie, decidiam di tornare a casa. Se l’inizio era da dimenticare, la fine è da ricordare.

Chiara ricordi ancora l’sms sull’uscire assieme? Sei sempre dello stesso parere?
Ciao principessa (la storia che sappiam solo io e te)….

Come Sei Veramente.

Scritto il 22-11-2006 da Vito Antonio Bonardi

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Un salto, un batter d’ali e via…volare: giravolte, picchiate, risalite, planate sospinti da una brezza invernale.

Giovanni Allevi

Una domenica d’Ottobre.

Scritto il 30-10-2006 da Vito Antonio Bonardi

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Dopo aver trascorso una gran bella giornata con alcuni degli amici più cari in quel di Cattolica, dopo aver riso su cose che agli occhi degli altri posson sembrare cazzate, ma che fanno parte del nostro passato, mi ritrovo qui con gli occhi pesanti sul pc…
Certo il ritorno non è stato piacevole, mi aspettavo qualcos’altro da una "persona", ma quel qualcos’altro non c’è stato, forse è colpa della timidezza, forse non lo è. Forse era l’interesse di una sera, o forse non ci siam capiti.
Vedremo ne prossimi giorni come va a finire la storia….
E sulle note di Vasco, stacco e vado a riposare occhi mente e cuore….

Come fai adesso che
sei rimasta solo te
a sperare in qualcosa di migliore
a pensare anche al grande amore
sei un’inguaribile romantica
un po’ isterica
pero’ simpatica
certo unica
come fai adesso che
non c’e’ neanche piu’ lui con te
lui che aveva grandi cose per la testa
lui che poi un giorno come niente ha detto "basta"
sei un’incredibile romantica
un po’ nevrotica
ma non patetica
certo unica


Update: bene non è andata a finire….pazienza.