Scritto il 24-06-2007 da Vito Antonio Bonardi
In memoria di Marco Pantani.
Scritto il 14-02-2007 da Vito Antonio Bonardi
Pubblicato su : Sport
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Nel giorno in cui tutti ricordano la (non) festa di san Valentino, io ricordo un campione che molti hanno dimenticato: Marco Pantani. A dir la verità anchio a volte me ne dimentico, tranne poi avere dei flash…spesso direi. E questo perchè assai spesso mi ritrovo la sua gigantografia lungo l’autostrada A14, dove c’è la sede della Mercatone Uno.
Forse nessuna parola potrà mai descrivere la grandezza di questo campione, che non è riuscito a scalare la cima della montagna più alta.
Non dimenticherò mai quel sabato..non ho mai amato alla follia il ciclismo, ma con lui era diventato uno sport emozionante. Come dicevo molti si son dimenticati di lui, e lo si capisce da come lo ricordano i giornali online: un piccolo trafiletto sulla Gazzetta dello Sport (che tanto aveva osannato le sue imprese), nessun commento sul sito di Corriere e Repubblica.
E tutto questo perchè il nostro tempo brucia rapidamente tutto; i giornali, i media ti fanno diventare velocemente un personaggio, un simbolo, per poi ridurti, con un velocità esponenzialmente più elevata, al nulla.
Marco Pantani è stato lasciato solo. Da simbolo del ciclismo a “ladro”, uno che aveva barato, che non era pulito. Era il campione da punire, che doveva essere l’esempio di un rigore esemplare per tutti. E infatti ce ne siam accorti cos’è cambiato: niente!!
E pensare che se n’è andato nella giornata dedicata all’amore….forse era solo quello che lui cercava!
Addio campione, vola sempre.








