Fabio Volo: Il tempo che vorrei.

Scritto il 17-01-2010 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Libri

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Fabio Volo: Il tempo che vorrei La Storia

“I’ll trade all my tomorrows for a single yesterday: cambierei tutti i miei domani per un solo ieri, come canta Janis Joplin.” È forse proprio questo il tempo che vorrei. Lorenzo non sa amare, o semplicemente non sa dimostrarlo. Per questo motivo si trova di fronte a due amori difficili da riconquistare, da ricostruire: con un padre che forse non c’è mai stato e con una lei che se n’è andata. Forse diventare grandi significa imparare ad amare e a perdonare, fare un lungo viaggio alla ricerca del tempo che abbiamo perso e che non abbiamo più. È il percorso che compie Lorenzo, un viaggio alla ricerca di se stesso e dei suoi sentimenti, quelli più autentici, quelli più profondi. Il nuovo libro di Fabio Volo è anche il più sentito, il più vero, e la forza di questa sincerità viene fuori in ogni pagina. Ci si ritrova spesso a ridere in momenti di travolgente ironia. Ma soprattutto ci si ritrova emozionati, magari commossi, e stupiti di quanto la vita di Lorenzo assomigli a quella di ciascuno di noi.

[via Ibs]

Il Mio Parere
Ho letto il libro in 3 giorni perchè volevo sapere come andava a finire la storia tra Lorenzo, il protagonista, e Federica, la sua ex con cui lui vuole tornare (un pò ci so rimasto male). Ho letto molte critiche a questo libro (dopo averlo letto), ma non ne capisco il motivo. Chi legge Fabio Volo non so cosa si aspetta, io ogni volta spero di trovare storia scorrevole, piacevole, giovane e leggera… e ogni volta la ritrovo, per questo non posso non consigliare anche questo libro a tutti. Adoro il modo in cui Fabio osserva le donne e di conseguenza come sottolinea gli errori che fanno gli uomini con il loro. La storia inoltre dipinge bene la vita dei 30/40enni ai giorni nostri, dove le paure e gli egoismi hanno la meglio.

p.s. Splendide le citazioni musicali e letterarie, da sole valgono il prezzo del libro.

Fabio Volo: Il giorno in più.

Scritto il 28-04-2008 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Libri

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La Storia:

Sveglia, caffè, tram, ufficio, palestra, pizza-cine-letto. Giornate sempre uguali, scandite da appuntamenti che, alla fine, si assomigliano tutti, persi nel cielo grigio di una metropoli che non sa più sorridere. È la vita di Giacomo, uno che non si è mai fatto troppe domande, che è andato incontro agli avvenimenti rimanendo sempre in superficie.
Un giorno, però, Giacomo incontra sul tram una sconosciuta, e se la ritrova davanti il giorno dopo, e quello dopo ancora. Per mesi. E così, quelle tre fermate lungo il tragitto per andare in ufficio diventano un appuntamento importante della giornata. O meglio, diventano "l’appuntamento". Ma la sconosciuta ha un destino che la porterà lontano, in un’altra città. E Giacomo? Lui per la prima volta nella vita decide di non rimanere in superficie, di prendersi anche il rischio di diventare ridicolo, e parte all’inseguimento di un sogno. È l’inizio di un gioco, incredibile e coinvolgente, che improvvisamente sarà interrotto, e che porterà i due fino a un punto di non ritorno, per scoprire se vale la pena, nella vita, di giocare fino in fondo. L’amore, l’amicizia, il viaggio, i dubbi, le scelte, più una dose di gioco e sana incoscienza, una miscela dei tutti i grandi temi e le piccole sfumature care a Volo e ai suoi lettori.

[via Ibs]

Il Mio Parere:

"Anche a me piacerebbe passare il resto della vita con una persona, ma non riesco a farlo con uno che non amo, solo perchè non c’è di meglio. La medaglia d’argento! Conosco un sacco di persone che stanno con la medaglia d’argento, la seconda classificata, piuttosto che star sole."

Non potevo non iniziare con questa frase ripresa dal libro. Frase che condivido a pieno. E’ il primo libro di Fabio Volo che leggo e devo dire che la storia non è male, davvero. Ci sono dei gran begli spunti e viene accesa la luce su interessanti punti di vista riguardo al grande universo dell’amore e dell’amicizia, ma in parecchie occasioni gli avvenimenti descritti cadono impietosamente nella volgarità e nello scontato.
E’ un libro leggero, semplice, ma è proprio in questo che risiede la sua bellezza. Non credo che un libro debba per forza essere un capolavoro per regalarci emozioni. Sicuramente da leggere…termino con un’altra frase del liro:

"Il problema non è quanto aspetti, ma chi aspetti."