Free Burma day.

Scritto il 04-10-2007 da Vito Antonio Bonardi

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Free Burma!

Oggi è il Free Burma! day: tutti i blog del mondo ed i siti web possono aderire a questa iniziativa focalizzando l’attenzione di tutti sulla crisi in Birmania, da anni nelle mani di un regime sanguinario.

Never forget: 11 settembre 2007.

Scritto il 11-09-2007 da Vito Antonio Bonardi

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Strage di Ustica e il Museo della Memoria.

Scritto il 27-06-2007 da Vito Antonio Bonardi

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Da oggi, dopo 27 anni da quella tragica sera del 27 giugno 1980, la strage del Dc 9 Itavia in volo da Bologna a Palermo con 81 persone a bordo (77 passeggeri e 4 membri d’equipaggio), esploso nel cielo di Ustica per cause non ancora chiarite, vivrà per sempre nel "Museo della Memoria" che ospita il relitto recuperato dell’aereo e che sarà inaugurato stasera a Bologna.
Il Museo aprirà stasera le porte, in un ex deposito di autobus dell’azienda di trasporto pubblico. Ricordo che i resti del Dc 9, furono trasportati un anno fa da Roma (dalla base di Pratica di Mare) a Bologna grazie all’aiuto dei vigili del fuoco.
Sui maggiori quotidiani online, oggi non c’è alcuna notizia che ricordi quest’avvenimento. Qualcuno potrà dire che ormai sono passati tanti anni, tanti quanti ne ho io, ma io sottolineo che questa storia non ha ancora una verità, un colpevole, solo tanti perchè nonostante decenni di inchieste e di polemiche.
L’unico ricordo che ho potuto seguire è stato quello della redazione de "La Storia siamo Noi", un programma che va in onda al mattino su Rai 3. La puntata di oggi era dedicata proprio alla strage di Ustica, potete trovare immagini, interviste e video qui.

ICE.

Scritto il 23-03-2007 da Vito Antonio Bonardi

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Gli operatori dell’emergenza (Medici dei Servizi di Emergenza, Vigili del Fuoco, Personale delle Forze di Polizia, ecc.) hanno segnalato che molto sovente, soprattutto a seguito di incidenti, al fine di contattare parenti e/o amici dei feriti coinvolti, non sappiano chi contattare, anche se quasi tutti hanno con loro un telefono cellulare. Risulta impossibile, infatti, identificare la persona giusta tra la lista interminabile dei numeri della rubrica. Per evitare ciò, sarebbe auspicabile che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d’urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo identificato ed internazionalmente accettato è ICE (=In Case of Emergency) (tutto maiuscolo senza punteggiatura).
E’ sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona da contattare utilizzabile dagli operatori d’emergenza, dalle Forze di Polizia, dai Vigili del Fuoco o, semplicemente, dai primi soccorritori.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare:
ICE
ICE1
ICE2
..
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile. Auspicabile dunque che tale comportamento possa diventare un’abitudine per tutti

Liberate Daniele Mastrogiacomo.

Scritto il 09-03-2007 da Vito Antonio Bonardi

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Voglio anch’io pubblicizzare tale iniziativa promossa da Repubblica. Vi invito inoltre a firmare l’appello.

M’illumino di meno: protocollo di Kyoto.

Scritto il 16-02-2007 da Vito Antonio Bonardi

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Oggi è la giornata del risparmio energetico, "M’illumino di meno", promossa in Italia dalla trasmissione Caterpillar di Radio 2. Quello che si vuol ricordare in realtà, è qualcosa che riguarda tutto il Mondo.
Stiamo parlando del Protocollo di Kyoto, che esattamente due anni fa è entrato in vigore fissando per tutti i paesi industrializzati che lo hanno sottoscritto le tabelle di una dieta dimagrante in grado di ridurre la quantità di gas serra emessi nell’aria e frenare la corsa al riscaldamento del pianeta.

Il trattato prevede l’obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una drastica riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio e altri cinque gas serra, precisamente metano,ossido di azoto, idrofuorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoro di zolfo) in una misura non inferiore al 5,2% rispetto alle emissioni rispettivamente registrate nel 1990 (considerato come anno base), nel periodo 2008-2012.
Così stasera, molte città, dalle metropoli ai piccoli comuni, lasceranno al buio per un’ora i principali monumenti.
Ora mi chiedo io, premettendo che come iniziativa può considerarsi anche lodevole, ma ha senso? Cioè io mi ricordo di questo problema per un’ora, e poi per i restanti 364g 23h me ne frego?!? Perchè non investire sulle fonti di energia alternative? Perchè non affrontare seriamente il problema ai "piani alti"?
Per non parlare poi di chi prima ha promosso il trattato e poi l’ha disconosciuto. Dicasi Stati Uniti, seguiti poi da Cina e India.
Visto che rappresentano 1\3 del pianeta…la vedo nera!!

Costi di ricarica: pubblicato il decreto legge.

Scritto il 02-02-2007 da Vito Antonio Bonardi

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Il tanto atteso decreto legge conentente le misure urgenti per la tutela dei consumatori in materia di telefonia mobile (ma non solo) è stato pubblicato nella G.U. numero 26 del 1 febbraio 2007. I tempi sono stati da record.

Articolo 1: "Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonche’ di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, e’ vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonche’ la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato."

L’entrata in vigore dei provvedimenti coincide con il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, anche se gli operatori hanno 30 giorni per adeguarsi alla disposizione.

Abolizione dei costi ricarica.

Scritto il 26-01-2007 da Vito Antonio Bonardi

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Con grande piacere stamane ho letto che l’abolizione dei costi di ricarica è stata introdotta al primo articolo di un decreto legge varato ieri sera dal Governo. Non se ne poteva più, una tassa nella tassa. Essendo un decreto legge, dovrebbe valere da subito, quindi son curioso di sapere quanto pagherò la prossima ricarica, o anche quanti soldi mi verranno realmente accreditati.
Per chi volesse richiedere un rimborso per tutti i costi di ricarica sostenuti finora,  segnalo Generazione Attiva, il cui presidente è lo stesso promotore del sito Aboliamoli, il cui merito con oltre 800 mila firme nella battaglia contro i costi di ricarica, è stato riconosciuto nel documento ufficiale del Governo.

Global Warming.

Scritto il 23-01-2007 da Vito Antonio Bonardi

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Penso che tutti abbiano notato le temperature pressapoco tropicali di quest’inverno. Pochi giorni fa a Torino c’erano 25°, a Palermo c’era gente che prendeva il sole sulla spiaggia e faceva il bagno?
Non c’è da meravigliarsi se poi accadono tragedie come queste. Il tutto a causa del Global Warming, o riscaldamento globale. Per chi non avesse voglia di leggere il Wiki a riguardo, c’è il video che ci fa capire dove siamo e cosa stiamo facendo, peccato non ci dice cosa saremo, se ci saremo…

La “dolce morte”.

Scritto il 13-12-2006 da Vito Antonio Bonardi

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"L’uomo saggio vive finché deve, non finché può"

Seneca


L’eutanasìa (dal greco: ευθανασία -ευ, eu, "bene", θανατος, thanatos, "morte": "buona morte") è una pratica che procura la morte, in genere nel modo meno doloroso possibile, a persone o ad animali (per questi ultimi si veda la voce Eutanasia animale) affetti da morbi, sindromi o malattie considerate incurabili, allo scopo di eliminare la sofferenza.
Si definisce volontaria se richiesta o autorizzata dal paziente.
Il termine “eutanasia” si può riferire a diversi tipi di pratiche, distinguibili anche sul piano morale e giuridico:

  • l’eutanasia attiva (in cui si provoca attivamente la morte del malato, per esempio attraverso la somministrazione di sostanze tossiche);
  • l’eutanasia passiva (in cui si procura la morte del malato indirettamente, sospendendo le cure);
  • il suicidio assistito (in cui al malato vengono forniti i mezzi per togliersi la vita in modo non doloroso). 

Si tratta di un argomento controverso che è oggetto di dibattito in campito morale, religioso, legislativo, scientifico, filosofico e politico. Attualmente, l’eutanasia (in qualche forma) è legale solo in alcuni Paesi; in altri viene giuridicamente inquadrata come forma di omicidio. Un concetto antitetico all’eutanasia (passiva) è l’accanimento terapeutico, ossia il tentativo di tenere in vita una persona morente – anche contro la sua volontà o l’interesse – in caso di patologie estremamente critiche.

Credo che una delle paure più importanti dell’uomo (mia non di certo) sia quella della Morte, quella inesorabile "Signora vestita di nulla", che ci attende inesorabile ed imprevedibile, decisa a portarci con sé.
Alla paura della morte in quanto tale, "naturale" (quando sarà la nostra ora) si sovrappone – per alcuni di noi – il terrore, che parrebbe contraddittorio – di non poter morire, qualora lo avessimo coscientemente deciso, schiacciati da sofferenze insanabili o da malattie senza rimedio.
A sollevare lo spinoso problema dell’eutanasia è stato – in questi giorni e ripetutamente – il caso Welby.
Il problema è talmente grande e personale la sua soluzione, legata strettamente a convinzioni individuali morali e religiose, che non mi sento proprio di espormi in giudizi o sentenze.

Ognuno di noi ha un modo differente di affrontare il dolore fisico e quello morale: c’è gente che si fa estrarre i denti senza anestesia, altra che non sopporta una iniezione sottocutanea; gente che riesce a superare la scomparsa di un parente carissimo con animo esemplare, altra che si abbatte per una contrarietà che a noi parrebbe facilmente superabile.

Ci appare chiaro che una decisione così difficile metta il Parlamento in serio imbarazzo, per tutte le conseguenze che ne deriverebbero, con possibilità di abusi da parte di parenti avidi di ereditare o semplicemente di sbarazzarsi di vecchi incomodi da accudire, solo per citare alcuni dei casi che si potrebbero prospettare. Allora dico, ben venga un referendum a  riguardo, visto che in passato ne son stati proposti altri che non meritavano nemmeno l’esser presi in considerazione.
Può apparire (può) altrettanto comprensibile l’atteggiamento della Chiesa impossibilitata a concedere un diritto morale (e soltanto morale dovrebbe essere la sua preoccupazione) di soppressione, all’uomo (in contrasto con gli insegnamenti della sua dottrina), ma resta il fatto che tutti temiamo di finire vittime di malattie invalidanti al punto da martirizzarci con dolori insopportabili o di toglierci anche un minimo di quella imprescindibile indipendenza che sfocia nella dignità di andare in bagno da soli senza occhi che ci guardino e mani che ci assistano.

Un medico oggi si è offerto di "dare quella assistenza che lei (Welby) con tenacia chiede, in grado di interrompere la sua sofferenza". "Allargare il suo problema all’eutanasia – prosegue il medico – significa disperdere il suo personale bisogno ed il rispetto di un suo sacrosanto diritto in un oceano di disquisizioni etiche rese praticamente inaffrontabile dalla forte presenza ed influenza delle gerarchie ecclesiastiche nel nostro Paese e sulle forze politiche. Il suo caso è un altro. Si tratta semplicemente di interrompere un atto terapeutico che era già accanimento nel momento stesso in cui fu deciso".

Tempo fa uno dei più grandi, se non il più grande giornalista italiano, Indro Montanelli, scriveva: "…quando un invalido, per qualunque motivo lo sia, non ha più la forza di sopportare le sofferenze fisiche e morali che l’invalidità gli procura, e senza speranza di sollievo se non quello procurato dagli analgesici, ha il diritto di esigere dal medico il mezzo per abbreviare questa via Crucis; e il medico ha il dovere di fornirglielo, sia pure riservandosi la scelta di una procedura che lo rimetta al riparo dalle conseguenze penali di una legge che andrebbe, come tante altre, aggiornata; ma che nessun Parlamento né presente né futuro, mai sarebbe capace di affrontare senza trasformarla in una rissa di partito a scopi puramente demagogici ed elettorali. (…) Il mio modesto appello, che per fortuna non è più soltanto mio, lungi da rivolgersi ad uno Stato afflitto da congenita sordità ad ogni istanza di civiltà, aveva ed ha due altri destinatari: il medico e, ove venga chiamato in causa, il magistrato. So benissimo – e mi pare di averlo detto anche qui – che un Paese cattolico come l’Italia (dove cattolici siamo tutti, lo siamo anche, perfino nel nostro anticlericalismo, noi laici) una legge che, come in Olanda, autorizzi l’eutanasia, non sarà mai accettata. Ma non c’è legge che non sia interpretabile secondo il dettato della pubblica coscienza. E la pubblica coscienza, almeno a quanto accertano i pubblici sondaggi, si sta orientando nel senso che noi riteniamo giusto".

Ritornando al caso Welby, voglio ricordare che ha 60 anni e da più di 40 combatte una malattia che ancora oggi non conosce cura: la distrofia muscolare progressiva. Siamo di fronte ad una esplicita richiesta, ad una supplica…quella di non vivere vegentando come da 40 anni fa Welby; mettiamo da parte il nostro credo religioso e poniamoci un secondo (non di più, si rischierebbe la pazzia) nei panni di quelle persone, malate terminali, paralizzate, senza più un briciolo di speranza, ai quali ogni giorno di vita è sinonimo ad un giorno di sofferenza…chi sopporterebbe una simile condanna?!
E non venite a fare il discorsino di catechismo religioso perchè non attacca…nessuno sopporterebbe il dolore all’infinito, nessuno avrebbe il coraggio di sperare in un miracolo!!
Se avessimo un nostro stretto parente che giornalmente ci chiede di staccare la spina cosa faremmo, preferiremmo forse vederlo soffrire o daremmo la pace ad un corpo che da anni non ne ha più?! Non è più vita ma esclusivamente un semplice mantenimento in attività di funzioni biologiche, il corpo è diventato una macchina che insieme ad altre macchine respira, si alimenta e niente altro.
Il cervello purtroppo è ancora lucidissimo, e soffre…Se una persona ha deciso di smettere di vivere nelle sue piene facoltà mentali che diritto abbiamo noi di dirgli NO e condannarlo a vegetare contro il suo volere?! Non sarebbe una scelta facile ma dev’essere visto come un estremo atto d’amore, non come un omicidio…

Termino qui il mio personale parere, anche perchè all’inizio avevo detto che non volevo espormi in giudizi o sentenze, invece l’ho fatto. Per quel che mi riguarda , nel caso dovrei esser io a ritrovarmi in questa situazione, non solo dico che la spina dovete staccarmela, ma se mi volete veramente bene, non dovete proprio attaccarla!

La guerra in Libano su Google Earth.

Scritto il 24-07-2006 da Vito Antonio Bonardi

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E’ presente negli occhi di tutti la catastrofe umanitaria, politica e diplomatica che segna ogni giorno con nuovi terribili eventi il Libano.

Visitando il sito di Google Earth blog, ho letto questo post che segnala la localizzazione geografica degli eventi di questa guerra nel sud del Libano: potrete selezionare gli eventi iniziali o le ultime notizie (gli aggiornamenti sono stati finora quotidiani) e per ogni evento localizzato c’è una breve descrizione.

Potete inoltre scaricare direttamente il file .kmz se avete già installato Google Earth, in attesa che quest’ultima guerra assurda finisca.

06-06-06, è arrivata la fine del mondo!

Scritto il 06-06-2006 da Vito Antonio Bonardi

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Per molti oggi, martedì 06/06/06, sarebbe il sesto giorno del sesto mese del sesto anno del millennio. Cioè 6-6-6: il numero del Demonio indicato dalla Bibbia come foriero di calamità inenarrabili che sfoceranno nella fine del mondo o nella nascita dell’Anticristo. Voi cosa ne pensate?

Update: Scopro oggi che ieri è uscito al cinema un film su questo tema: The Omen – Il presagio. Mi ispira..andrò al cinema una di queste sere.