Nemico Pubblico.

Scritto il 15-11-2009 da Vito Antonio Bonardi

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Nemico Pubblico

La trama:
L’affascinante storia di uno degli uomini considerati dal Federal Bureau of Investigation, negli anni ‘30, tra i più pericolosi d’America, John Dillinger. Gangster e rapinatore di banche, più volte riuscito ad evadere dai carceri dove lo rinchiudevano, fu alla fine catturato grazie ad un enorme sforzo dell’istituto governativo che lo assicurò definitivamente alla giustizia…
[via FilmUP]
Recensione:
Nemico pubblico di Michael Mann è un buon film, un thriller che si basa su una ricostruzione storica degli eventi sufficientemente accurata.
Con un budget di 80 milioni di dollari, il film ha riscosso un buon successo di botteghino negli Stati Unti e molte critiche positive. Se il NY Times lo ha definito “una bellissima opera d’arte”, Usa Today lo giudica come “un film d’azione epico, un pezzo di storia americana emozionante e girato con grande stile”.
Nonostante questa pubblicità da parte di quotidiani così autorevoli, io non ho visto poi tante novità, forse perchè “Nemico pubblico” è il 18esimo film “dedicato” a John Dillinger.
Comunque, resta un film piacevole, solo a tratti un tantino lento.

Trailer:


Baaria.

Scritto il 03-10-2009 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Film

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Baaria

La trama:
Una storia, divertente e malinconica, di grandi passioni e travolgenti utopie. Una leggenda affollata di eroi… Una famiglia siciliana raccontata attraverso tre generazioni: da Cicco al figlio Peppino al nipote Pietro… Sfiorando le vicende private di questi personaggi e dei loro familiari, il film evoca gli amori, i sogni, le delusioni di un’intera comunità vissuta tra gli anni trenta e gli anni ottanta del secolo scorso nella provincia di Palermo. Negli anni del fascismo Cicco è un modesto pecoraio che trova, però, il tempo di dedicarsi al proprio mito: i libri, i poemi cavallereschi, i grandi romanzi popolari. Nelle stagioni della fame e della seconda guerra mondiale, suo figlio Peppino s’imbatte nell’ingiustizia e scopre la passione per la politica.
[via FilmUP]
Recensione:
Mi ci è voluto un pò, ma finalmente ho trovato il tempo materiale per sedermi a scrivere una recensione di Baarìa, il film di Giuseppe Tornatore che ha aperto la mostra del cinema di Venezia qualche settimana fa.
Baarìa ha ricevuto non solo complimenti, ma anche critiche: chi dice sia troppo lungo (150 minuti sono comunque una durata impegnativa), chi avrebbe tolto alcune scene poco significative, chi alcune cruenti (la scena del bovino sgozzato), chi afferma che ci sia una rappresentazione superficiale della politica (a me non sembra, visto che si parla e non poco del comunismo e fascismo), chi avrebbe voluto una maggiore presenza della mafia.
Spettacolari le ricostruzioni di ogni angolo (3 anni di lavorazione tra la Sicilia e la Tunisia son serviti anche per questo), e il percorso lungo cinquant’anni nella storia siciliana (e nazionale) fitto di cambiamenti epocali: dal fascismo alla guerra, dallo sbarco degli alleati alla proclamazione della repubblica, dalle lotte sindacali alla contestazione degli anni Sessanta.
Peccato solo per il finale, che rimane a mio avviso un pò appeso …
Chi può, lo vada a vedere al cinema, prima che venga tolto dalle sale cinematografiche.

Trailer:


Transformers: La vendetta del caduto.

Scritto il 09-07-2009 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Film

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Transformers: La vendetta del caduto

La trama:
Quando sembrava che la conclusione della battaglia per la terra, avesse riportato uno spiraglio di pace, Starscream, ritornato a Cybertron per prendere il comando dei Decepticon, decide di tornare indietro per stabilire quali saranno le sorti dell’intero universo. Gli Autobot dovranno così prepararsi ad affrontare la nuova minaccia oltre che preoccuparsi di Megatron, dato ormai per morto, ma riportato in vita da Skorpinox…
[via FilmUP]
Recensione:
Dopo il successo del primo film, in questo secondo capitolo troviamo più azione, più robot, più trasformazioni, più materia per bambini, meno umani, meno storia e (ovviamente) più esplosioni.
Si perde ogni velleità di parlare di un possibile rapporto tra uomo e tecnologia. L’idea alla base dei Transformers infatti era di non avere più una guerra tra uomini e macchine ma di avere una guerra tra macchine (facendo sì che anch’esse si dividessero in buone e cattive come noi) rendendole come fossero un’altra specie animale nella quale gli uomini giocavano un ruolo comprimario come quello che la tecnologia gioca nelle guerre tra uomini.
In questo nuovo film invece le macchine sono una metafora umana, ma non una metafora sottile ed elaborata, solo una metafora buona per far vedere cose che con gli umani non si potrebbero mostrare. Teste fracassate, mascelle che volano, arti spezzati e anche dell’olio a simulare il sangue.
I Transformers in questo secondo film vengono scomposti e dilaniati secondo i medesimi principi degli uomini e non in una maniera originale tipica delle macchine (come accade ad esempio ai robot della serie di Terminator). Questo leva anche quell’ultimo barlume di originalità nel racconto di una storia che non è più solo di uomini ma di uomini e macchine e che qui invece diventa di botti e fughe.
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Uomini che odiano le donne.

Scritto il 30-05-2009 da Vito Antonio Bonardi

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Uomini che odiano le donne

La trama:
Dopo aver perso una causa per diffamazione, il giornalista economico Mikael Blomqvist, si trova ad attraversare un periodo difficile, ed accetta l’offerta dell’ottantenne Henrik Vanger, patron di una grossa industria svedese, che lo ingaggia per investigare sulla scomparsa dell’adorata nipote Harriet Vanger, avvenuta trent’anni prima. Per dargli una mano, gli viene affiancata la hacker informatica Lisbeth Salander. Insieme i due scoprono una fitta rete di segreti all’interno della famiglia Vanger che potrebbero essere decisivi per poter arrivare alla scoperta della verità…
[via FilmUP]
Le mie opinioni:
Il film è tratto dal primo volume della trilogia Millennium; il secondo (La ragazza che giocava con il fuoco) e terzo (La Regina dei castelli di carta) capitolo della saga dovrebbero uscire a ottobre 2009 e in primavera 2010. Un film in cui praticamente c’è tutto: trama, ritmo, personaggi ben costruiti, ambientazione efficace, avvincenti salti temporali.
Un bel thriller, che si riempe delle rarefatte atmosfere scandinave, alternandole a scene di violenza pura e spietata.
Trailer

Lavoro….un fiorino!!

Scritto il 22-08-2008 da Vito Antonio Bonardi

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Stavo parlando con Maurizio di lavoro, e m’è venuta in mente questa scena:

Technorati ,

Caos calmo.

Scritto il 19-02-2008 da Vito Antonio Bonardi

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La trama:
Caos calmo è quello che Pietro Paladini ha nel cuore da quando è morta sua moglie Lara. Un giorno d’estate Lara muore all’improvviso, ma lui non è con lei, in quel momento è in mare e sta salvando la vita a un’altra donna, una sconosciuta. Sua figlia Claudia ha dieci anni e frequenta la quinta elementare. Pietro la accompagna il primo giorno di scuola e decide improvvisamente di aspettarla lì fino alla fine delle lezioni. Anche il giorno seguente rimane lì e il giorno dopo ancora. Pietro si rifugia nell’auto ad aspettare che il dolore arrivi. Osserva il mondo dal punto in cui si è accorrono da lui per consolarlo: invece gli raccontano il loro dolore fino ad arrendersi davanti alla sua incomprensibile calma. Ma dopo il caos calmo per Pietro comincia il tempo del risanamento. [via FilmUP]
Le mie opinioni:
Trascinati da Elena e Alessandra, decidiamo insieme a Maurizio di andar al cinema a vedere questo film. Trascinati perchè sapevamo in partenza che non era un film per noi, e la visione ne è stata una conferma. Troppo lento e paranoico per i miei gusti, non voglio esser ripetitivo ma il film è un lento cammino verso il niente.
L’unica cosa che ricordo, sono le sceni iniziali in cui Nanni Moretti elenca le cose fatte e non fatte. Ma il ricordo è legato alla scena nostra quando siamo usciti dal cinema, la prima cosa che abbiamo detto in sintonia con Maurizio è stata: non andare mai più a vedere film di Nanni Moretti…

Technorati ,

L’Allenatore nel Pallone 2.

Scritto il 18-01-2008 da Vito Antonio Bonardi

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La trama:
Oronzo Canà, mister della mitica Longobarda, pur se a malincuore, non allena più da vari anni. Ora ha un’azienda agricola e produce olio d’oliva assieme alla sempre aristocratica moglie Mara, al nipote Oronzino, genio del computer, alla poco attraente figlia Michelina, e al genero Fedele, impenitente latin lover. Dalla sua azienda agricola, Canà può solo sognare di allenare una squadra, ma una sera… l’ex mister è invitato ad una trasmissione sportiva. La Longobarda è appena stata promossa in serie A, non per meriti sportivi, ma per inadempienze finanziarie della sua diretta concorrente. Canà è stato invitato come testimone della "mitica" Longobarda di venti anni fa… Durante il talk show, un giornalista si ricorda che allora, nonostante Canà fosse riuscito a salvare la squadra dalla retrocessione, venne esonerato. Messo alle strette, Canà rivela il vero motivo di quell’esonero: nel vincere l’ultima partita, quella che aveva permesso la permanenza della Longobarda in serie A, Canà disubbidì ad una richiesta del vecchio presidente Borlotti, che voleva retrocedere in serie B perché non riusciva a reggere i costi della serie A. Con questa sua dichiarazione, Canà diventa il primo testimone diretto di scomode verità sul calcio: ammissioni così chiare, infatti, non ci sono state neanche durante i recenti scandali calcistici. Dopo quelle dichiarazioni, invano controbattute dal figlio di Borlotti, Walter che ora amministra la Longobarda assieme ad un socio russo Ivan Rameko, Canà ritorna alla vita di sempre… Ma un giorno le guardie del corpo di Ramenko (personaggio ambiguo, in odore di mafia russa) lo prelevano da casa e lo portano, in elicottero, fino al campo della Longobarda. Canà teme una ritorsione da parte dei dirigenti della Longobarda: la società è stata recentemente quotata in borsa e le sue dichiarazioni hanno provocato un crollo delle azioni. Inaspettatamente, invece, Borlotti e Ramenko gli propongono di allenare la squadra nel prossimo campionato serie A. Vogliono darsi un’immagine di specchiata onestà e chi più di Canà può garantire ciò? Canà accetta e si trasferisce, pieno di entusiasmo, nel Nord Italia. Il Mister si accorge però ben presto di quanto il calcio sia cambiato rispetto ai suoi tempi: c’è l’invadenza degli sponsor, i calciatori si presentano agli allenamenti con le veline di turno, quelli stranieri con gli interpreti… Anche il linguaggio è cambiato: una volta c’erano i terzini e il contropiede, ora i laterali e le ripartenze… Insomma Canà fatica un pò a riconoscersi in questo calcio, ma l’entusiasmo di ritornare in Serie A mette tutto il resto in secondo piano. Purtroppo però una serie di risultati negativi, problemi personali, promesse dei dirigenti non mantenute, fanno sì che l’avventura della Longobarda sia tutta in salita. Quando poi si scopre che le vere intenzioni dei dirigenti erano solo quelle di lucrare il più possibile sulla squadra per poi sparire con i soldi, Canà inizia a pensare di dimettersi. Sarà il nipotino a convincerlo a non gettare la spugna adesso e tentare il tutto per tutto nell’ultima partita che può valere la salvezza della squadra…. [via FilmUP]
Le mie opinioni:
Per la gioia di Maurizio, ecco la mia recensione di questo attesissimo film (almeno da parte mia). A quest’ora lui è al cinema a guardarlo, avrei preferito dirgli di non andare, ma forse è un cultore del primo episodio come me, quindi è giusto che sia andato a vederlo. Solo per quello però.
Già perchè sono rimasto un pò deluso da questo secondo episodio. Non che mi aspettassi chissà cosa, anche perchè i sequel (soprattutto se la prima parte ha avuto un grande successo) sono difficili da realizzare. Sono rimasto deluso dai continui riferimenti alla prima edizione, dal continuo parlare del 5-5-5, ecc ecc.
Inguardabili poi le scene con i giocatori famosi e quelle in cui Oronzo Canà sogna.
Se proprio di mercoledì sera (quando il cinema costa meno) non avete cosa fare, approfittate del fatto che la Champions League è ferma e fate un salto al cinema per guardare questo film, anche perchè la guardalinea merita!! D

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The Kingdom.

Scritto il 10-12-2007 da Vito Antonio Bonardi

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La trama:
La storia inizia con uno dei più terribili attacchi terroristici perpetrati in questa regione contro gli occidentali, che provoca la morte di oltre 100 persone, e il ferimento di circa 200 feriti, tra gli impiegati di una società petrolifera e le loro famiglie che alloggiano nel compound di Gulf Oasis, a Riyadh, in Arabia Saudita. Mentre i burocrati sono impegnati in questioni di territorialità, l’Agente Speciale FBI Ronald Fleury e la sua squadra di prim’ordine, composta da Janet Mayes, agente della task-force nonché esperta di esplosivi, e Adam Leavitt, analista dei servizi segreti, organizzano un viaggio segreto di cinque giorni in Arabia per localizzare l’uomo che ha ordito l’attentato. Nel momento in cui mettono piede nel regno desertico, però, Fleury e il suo equipaggio si rendono conto che le autorità saudite sono sospettose nei loro confronti, poiché non vedono di buon occhio gli americani, considerati come degli intrusi giunti a ficcare il naso in una faccenda che non li riguarda. Vincolati da un rigido protocollo e angosciati dai limiti di tempo stabiliti dal governo del luogo, gli agenti FBI scoprono che tutta la loro abilità ed esperienza non hanno alcun valore se non possono avvalersi della collaborazione delle Fleury scopre delle affinità con il colonnello saudita Al Ghazi, che ha il compito di proteggere gli ospiti americani. Mentre Al Ghazi aiuta Fleury a comprendere la politica locale e a carpire i segreti della scena del crimine, i due scoprono improvvisamente le attività di una cellula terroristica, che ha il solo fine di distruggere. I due uomini, pur provenendo da mondi profondamente diversi, si uniscono in un grande obiettivo comune. Unita ai suoi "improbabili" alleati arabi, con cui condivide uno strenuo impegno per risolvere il caso, la squadra americana arriva alla ‘porta’ del killer, in un avvincente confronto all’ultimo sangue. [via FilmUP]
Le mie opinioni:
Davvero un gran bel film, 2 ore che filano lisce senza accorgersene. l film mi è piacito, la trama anche: il regista è stato capace di far arrivare agli spettatori le ragioni e i sentimenti di entrambe le fazioni. In certi passaggi è un pò cruento e troppo sanguinoso, ma credo che tale scelta sia stata voluta per far venir fuori il lato drammatico del film. La storia è molto attuale, se proprio bisogna trovare qualcosa da criticare è l’eccessivo  patriottismo (su entrambi i fronti), ma per mostrare i diversi lati della medaglia si poteva puntare anche su altro.
Il finale fa un pò pensare e a dirla tutta mette tanta angoscia per il futuro.

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The Bourne Ultimatum.

Scritto il 08-11-2007 da Vito Antonio Bonardi

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La trama:
Ritroviamo in questo sequel l’agente Bourne, che in "The Bourne Identity" del 2002, cercava di scoprire chi fosse, in "The Bourne Supremacy" del 2004 esigeva vendetta per quello che aveva subito. Adesso, sta tornando a casa…e si ricorda tutto. Bourne non ha ne un paese ne un passato. Sottoposto ad un training brutale di cui non ha memoria da parte di persone che non può identificare, Bourne è stato trasformato in una sofisticata arma umana (per la CIA l’obbiettivo più impossibile da rintracciare). Da quando lo hanno ritrovato alla deriva nel Mar Mediterraneo a largo delle coste italiane diversi anni fa, si è imbarcato in un disperato viaggio alla ricerca della propria identità e di chi lo abbia addestrato ad uccidere. Tuttavia, dopo l’assassinio della sua amante Marie da parte di un killer, tutto ciò che Bourne desiderava era vendicarsi. Una volta raggiunto il suo scopo, ciò che voleva era scomparire per sempre e dimenticare la vita che qualcuno gli aveva sottratto. Ma la prima pagina di un quotidiano londinese che pone degli interrogativi in merito alla sua esistenza pone fine a tale speranza e Bourne si trova ad essere nuovamente un bersaglio. La Treadstone, l’operazione top-secret che ha creato questo super assassino, è ormai defunta. E’ stata ricostituita come programma Blackbriar del Dipartimento della Difesa, con una nuova generazione di killer addestrati (nascosto alle ingerenze interne o estere, a disposizione del governo). Per loro Bourne è una minaccia difettosa da 30 milioni di dollari che deve essere eliminata una volta per tutte. Per lui, loro sono l’unico legame con una vita che ha tentato in vano di dimenticare. Bourne è alla fine della corsa. Questa volta a fermarlo non basteranno le vacue promesse dei suoi ex padroni nè l’uccisione di coloro che lo inseguono senza tregua. Non avendo più nulla da perdere utilizzerà ogni sottile tecnica acquisita durante il suo addestramento e ogni tipo di istinto che ha affinato nel frattempo per perseguire i suoi creatori e porre fine al tutto. La sua ricerca lo porterà da Mosca a Parigi e da Madrid a Londra e a Tangeri-sfuggendo, superando in astuzia e contro manovrando gli agenti del Blackbriar, gli agenti federali e la polizia locale minuto dopo minuto, in una disperata ricerca di risposte alle domande che lo tormentano. E il viaggio di Bourne alla fine lo porterà là dove tutto ha avuto inizio e dove tutto dovrà finire: le strade di New York. [via FilmUP]
Le mie opinioni:
Eccolo qui, l’ultimo film della trilogia. Finalmente!
Alla fine del secondo capitolo ancora non si era capito bene (o forse si) chi fosse realmente Jason Bourne, e quindi ecco arrivare il terzo (e forse anche ultimo) capitolo della saga, che come i suoi predecessori, non manca di azione ed effetti speciali.
Non voglio entrare troppo nei dettagli per non rovinare il film a chi voglia vederlo, posso solo dire che The Bourne Ultimatum non delude, affatto. Anzi, mentre per la maggior parte delle saghe arrivati al terzo capitolo ci si stanca (anche perchè sovente non regge il confronto con il primo, solitamente molto meglio), in questo caso si rimane incollati allo schermo, curiosi di scoprire o capire chi sia in realtà Jason Bourne.
In conclusione, se avete visto gli altri due capitoli sarà assolutamente piacevole vedere questo film, con il quale (quasi) tutti i tasselli del puzzle che è la vita di Bourne vanno al loro posto.
Ultima nota negativa è il finale non completamente "chiuso", che lascia uno spiraglio per un eventuale quarto film, mentre a mio parere sarebbe stato meglio togliere definitivamente qualsiasi dubbio e concludere qui l’Odissea Bourne.

p.s. C’è anche il blog del film!!

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Transformers.

Scritto il 04-07-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Film

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La trama:
Da molti secoli, due razze di robot alieni – gli Autobots e i Decepticons si fronteggiano in una guerra terribile, il cui trofeo finale è il futuro dell’universo. Quando la Terra diventa il teatro della loro battaglia finale, i malvagi Decepticons scoprono che l’unico ostacolo per raggiungere l’ambita vittoria, è costituito dal giovane Sam Witwicky (Shia LaBeouf), un normalissimo adolescente alle prese con i tipici problemi dei ragazzi della sua età: la scuola, gli amici, le automobili e le ragazze. Sam, ignaro di essere l’unico e assoluto responsabile della sopravvivenza degli esseri umani, si ritroverà, insieme alla sua amica Mikaela (Megan Fox), coinvolto in uno spaventoso braccio di ferro tra Autobots e Decepticons.
Le mie opinioni:
Erano circa 3 mesi che non tornavo al cinema, un pò per la voglia tendente allo zero, un pò per i film presenti negli ultimi tempi che non mi entusiasmavano. Transformers era da vedere, perchè era uno dei miei cartoni preferiti (credo di buona parte della generazione ‘80). Un film che non annoia e diverte, con effetti spettacolari (in alcuni casi un pò troppo, alcune scene risultano caotiche) e citazioni per tutti. Anche l’audio non è da meno, le due ore del film scorrono via senza che lo spettatore se ne accorga. Senza dubbio l’atmosfera dei transformers è stata ricreata anche se l’impostazione del film incentrata inizialmente sul teenager sfigato che sale alla ribalta sa di già visto e fin troppo sentito. Non c’è molto da aggiungere se non che la storia è la più classica: la lotta tra due fazioni, una buona e una malvagia. Buoni sentimenti e grandi ideali tra un esplosione e un combattimento fra robot, senza dubbio per la gioia di chi come me è un nostalgico di quel fenomeno di culto anni ‘80 quali erano i Transformers.

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Messaggi subliminali.

Scritto il 24-06-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Cazzeggio, Film

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Il 7 e l’8.

Scritto il 28-03-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Film

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La trama:
Tommaso e Daniele, due ragazzi completamente agli antipodi, con differenti storie personali, diverse frequentazioni e livello sociale, s’incontrano un giorno per caso. Il primo, che frequenta la Facoltà di Giurisprudenza, é cresciuto con gli insegnamenti del padre che lo spronava a non perdere tempo con i fannulloni.
Ma il destino gli mette davanti Daniele, nato guarda caso, lo stesso giorno, nella stessa città e nello stesso ospedale. I due non riusciranno più a separarsi, anche perchè piano piano scopriranno qualcosa di sconvolgente.., i due sono stati scambiati nelle culle alla loro nascita…
Le mie opinioni:
Piacevole film per sorridere e in alcuni casi ridere alla grande, senza disdegnare una bella e intrigante storia che si sviluppa regolarmente senza grossi intoppi.
Film dedicato a chi apprezza il genere comico, con i grandi Ficarra e Picone che non deludono affatto. Battute esilaranti, facce memorabili, insomma…sono loro, quelli che abbiam conosciuto con Zelig. Il ritmo è serrato, due ore passano piacevolmente, il tutto senza la solita volgarità/banalità.
Forse una fine un pò deludente, ma ci si passa sopra…
Preferisco comunque il loro primo film, Nati Stanchi…

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La ricerca della felicità (pursuit of happyness).

Scritto il 01-02-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Film

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La trama:
Chris Gardner (Will Smith) è un padre di famiglia che fatica a sbarcare il lunario. Nonostante i lodevoli e coraggiosi tentativi di tenere a galla il matrimonio e la vita famigliare, la madre (Thandie Newton) del piccolo Christopher, che ha solo cinque anni, non riesce più a sopportare le pressioni dovute a tante privazioni e, incapace di gestire la situazione, decide di andarsene. Chris, trasformato in un padre single, continua a cercare ostinatamente un impiego meglio retribuito utilizzando le sue notevoli capacità di venditore. Alla fine riesce ad ottenere un posto da praticante presso una prestigiosa società di consulenza di borsa, e sebbene si tratti di un incarico non retribuito, lo accetta con la speranza che alla fine del praticantato avrà un lavoro e un futuro promettente. Privato dello stipendio, Chris e il figlio, vengono sfrattati dall’appartamento e costretti a dormire nei ricoveri per i senza tetto, nelle stazioni degli autobus, nei bagni pubblici o ovunque trovino un rifugio per la notte. Nonostante i suoi guai, Chris continua ad essere un padre affettuoso e presente, usando l’amore e la fiducia che il figlio nutre per lui come spinta per superare tutti gli ostacoli che incontra sulla sua strada.

Le mie opinioni:
Il film è da vedere.
Parto da una considerazione: meglio non dar troppo peso al "sogno americano", se uno ce la fa molti altri non ce la fanno, il sogno americano non è estendibile a tutti. Bisogna isolare il fatto e osservare la condizione di un uomo, che cerca in tutti i modi di essere un buon padre e di "proteggere" la propria famiglia. E’ la storia di un uomo solo, che solo grazie a sè stesso e alla sua forza di volontà riesce ad emergere.
Il film dà una speranza a tutti quelli che si possono sentire nelle sue stesse condizioni, è un invito a non abbandonare mai i nostri sogni ed obiettivi. E’ un film che ci vuol far comprendere quanto dura puo essere la vita in certi momenti e come un uomo pur senza un soldo possa sempre mantenere la propria dignità. E’ un film che invita a riflettere…e posso solo che consigliarlo.

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Manuale d’amore2 (capitoli successivi).

Scritto il 24-01-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Film

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La trama:
Ecco quattro nuovi capitoli del "Manuale", con argomenti che spaziano a 360 gradi sul tema dell’amore legati l’uno con l’altro dal filo conduttore di una trasmissione radiofonica e dalla voce calda del suo dj. Nel primo episodio sarà l’eros a farla da padrone con la passione di un ragazzo verso una donna che diventerà per lui una vera ossessione. Nel secondo episodio é la volta della maternità, e della fecondazione assistita. Gli altri argomenti sono il matrimonio tra una coppia gay che decide di sposarsi in Spagna e l’amore estremo che un cinquantenne, sposato, riscopre quando entra a far parte della sua vita una splendida ragazza di ventotto anni.

Le mie opinioni:
Dopo il successo del primo Manuale d’amore, Giovanni Veronesi decide di bissare la formula che tanta fortuna gli aveva dato nella pellicola precedente: quattro episodi indipendenti ma concatenati da un unico filo conduttore (in questo caso una trasmissione radiofonica condotta dal simpatico Claudio Bisio), una comicità "frizzante" e improntata alla massima fruibilità, un parco attori collaudato che mescola nomi affermati (in primis Carlo Verdone e Monica Bellucci) ad altri saliti alla ribalta da pochi anni, tra cui Riccardo Scamarcio e Fabio Volo. Il tutto per narrare, ancora una volta, il sentimento più rappresentato (e abusato) al cinema, con storie che ne mettono in luce aspetti diversi e spesso contraddittori.
La partenza del film è col botto: non ridevo così tanto al cinema da molto tempo. Man mano le storie tendono poi a dare una morale, perdendo un pò il lato comico che caratterizza il primo episodio.
La "morale" espressa da Veronesi non sembra essere in fondo diversa da quella di un ascoltatore della trasmissione di Bisio, che così sintetizza il suo pensiero dopo aver ascoltato la storia narrata dal personaggio di Albanese: "Io volevo dì che nun c’ho niente contro i froci… basta che poi nun esagerano, che nun se mettono a fà pure i matrimoni in chiesa… quello no, eh. E comunque viva li froci!"
A dir la verità, dalla prima e dall’ultima storia, io ho tratto un’altra morale, viva la gnocca, ma è un mio pensiero personale.

Un’ultima cosa, se capitasse anche a voi di andare al cinema con Elena, non mandatela a fare i biglietti: gli unici a pagare il biglietto il doppio siamo stati noi!! D

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Frasi celebri…3 metri sopra o sotto?

Scritto il 11-11-2006 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Film, Pensieri

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Ogni film ha la sua bella frase ad effetto, e noi le ricordiamo a memoria, o quasi. Spesso ricordiamo più le frasi che il film stesso. Tutti conoscono la celebre frase del film "3 Metri sopra il cielo" :


Improvvisamente la vede. Non crede ai suoi occhi.
In alto, più in alto di tutte, sulla bianca colonna del ponte,
una scritta domina le altre, incancellabile.
È lì sul freddo marmo, azzurra come i suoi occhi,
bella come l’ha sempre desiderata… [...]
è lì, in alto, irraggiungibile.
Lì dove solo gli innamorati arrivano:
IO E TE… TRE METRI SOPRA IL CIELO".

E fin qui niente di nuovo…fino a poi giorni fa, in cui ho letto questa frase su un muro, una frase geniale, favolosa….ma dipende dai punti di vista. Secondo voi, cosa voleva  dire chi  ha scritto …


IO E TE …3 METRI SOTTO TERRA!
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