Come usare i tag di WordPress.

Scritto il 19-10-2008 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Attualità, Internet news, Technology

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Fino a poche ore fa, per taggare gli articoli usavo un plugin, Ultimate Tag Warrior.
Per caso ho notato che i link dei tag non funzionavano, chissà da quanto tempo, forse da quando son passato dalla versione 2.2.x alla 2.3.x, ormai un bel pò di tempo fa.
Ho deciso così di utilizzare i tag di wordpress. Dopo una rapida googolata per recuperare le info necessarie, ecco cosa ne è venuto fuori.
Per aggiungere le funzioni al template, basta modificare i file index.php e single.php e inserire, per esempio alla fine del post o subito dopo le categorie la riga, la seguente riga di codice:

< ?php the_tags(); ? >

Se poi si vuol far comparire la nuvoletta dei tag nella sidebar, basta usare la seguente funzione:

< ?php wp_tag_cloud(”); ? >

Tale funzione ha una serie di parametri, che non sto qui ad elencare perchè presenti nei docs di wordpress, che permettono di personalizzarla a piacere. Unico accorgimento: di default questa funzione visualizza solo 45 tags, se ne volete visualizzarli tutti o quasi, potete utilizzare il parametro number.

P.S. Se eravate anche voi utilizzatori del plugin Ultimate Tag Warrior (UTW), potete importare semplicemente tutti i tag già utilizzati con quel plugin nella nuova struttura di WordPress andando Gestione > Importa > Ultimate Tag Warrior.

Returned.

Scritto il 29-09-2008 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Pensieri, Viaggi

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Rieccomi qui dopo la breve vacanza in Irlanda. Un pò di riposo è d’obbligo, dopo le faticose giornate irlandesi.
Spero di trovare due minuti per scrivere qualcosa e pubblicare le foto.

Si parte…

Scritto il 23-09-2008 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Pensieri, Viaggi

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… destinazione Dublino, per rivedere l’amico Maurizio!!

I pensieri di un’amica (anche miei).

Scritto il 05-04-2008 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Pensieri

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Bisogna svegliarsi e pensare a quello che di bello abbiamo intorno, le cose brutte vengono a tormentarci da sole.

Amico.

Scritto il 28-03-2008 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Song

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Il sole muore già,
E di noi, questa notte, avrà pietà…
Dei nostri giochi confusi, nell’ipocrisia…
Il tempo ruba i contorni, ad una fotografia.
E il vento, spazza via…
Questa nostra irreversibile follia,
Chissà, se il seme, di un sentimento rivedrà,
La luce del giorno, che un’altra vita ci darà!
Resta amico accanto a me…
Resta e parlami di lei, se ancora c’è…
L’amore, muore, disciolto in lacrime ma noi,
Teniamoci forte e lasciamo il mondo ai vizi suoi!!!
Io e te…
Lo stesso pensiero!!!
Io e te…
Il tuo e il mio respiro!
Sarà, tornare ragazzi e, crederci ancora un po’…
Sporcheremo i muri,
con un altro ’’no’’!
E vai, se vuoi andare avanti!
Perché, sei figlio dei tempi!
Ma se, frugando, nella tua giacca, scoprissi che…
Dietro il portafoglio, un cuore, ancora, c’è!
Amico, cerca me!!
E, ti ricorderai…
Del morbillo e le cazzate, fra di noi!
La prima esperienza fallimentare,
chi era lei?
Amico, era ieri, le vele, le hai spiegate ormai!
E, tu ragazza, pure tu…
Che arrossivi se la mano andava giù!
Ritorna a pensare,
Che sarai madre, ma di chi?
Di lui, che è innocente…
Che non si dica ’’ figlio di…’’!
Io e te…
Lo stesso pensiero!
Che fai, se stai lì, da solo!!!
In due, più azzurro è, il tuo volo!!!
Amico è bello… Amico è tutto…
E’ l’eternità!
E’ quello che non passa, mentre tutto va!
Amico! Amico! Amico!
Il più fico amico, è chi resisterà!
Chi resisterà!
Chi di noi… Chi di noi…
Resisterà!!!

I tempi che furono e quelli che sono.

Scritto il 11-12-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Pensieri

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Bene bene, il gran giorno è arrivato, domani Ciccio si laurea. Con lui chiudiamo un cerchio, tutto il gruppo di colleghi prima e amici poi con cui ho avuto modo di frequentare negli anni passati, ha terminato il proprio corso di studio. Ricordo ancora il modo buffo con cui ci siamo conosciuti compà (ormai con Ciccio siamo passati alla comparanza, utilizzata per le amicizie "strette"), sul 20 che ci portava tutte le mattine in facoltà.
All’inizio eri un bravo ragazzo, venivi a lezione, e le nostre "lezioni" erano sfida a tetris e lunghe discussioni sul calcio. D
Poi mi hai abbandonato, ed ho dovuto trovare altri passatempi (seguire dalle 9 alle 19 con un ora di pausa pranzo non era semplicissimo).
Bene, diciamo così, anche noi abbiam avuto modo di  "scialarcela" all’Università. Ora è arrivato il gran giorno, e ti tocca la cravatta (ordini dall’alto m’hai detto, conoscendoti bene è possibile).
Questo è un modo rapido per fare un nodo in 10 secondi, hai tutta la giornata per prepararti. D

Canon Powershot S5 IS Review.

Scritto il 17-09-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Technology

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Uno dei regali più graditi per la mia recente laurea, è stata la Canon Powershot S5 IS, regalatami dagli amici di Bologna. Da tanto tempo pensavo di sostituire la mia ormai "secolare" Fujifilm, i suoi 2Mp e l’assenza di zoom ottico (all’epoca era una gran fotocamera) facevano sentire gli anni passati. Pensavo che sarebbe stato il mio primo acquisto tecnologico da lavoratore a tempo pieno, parte del primo stipendio l’avrei speso per questa meraviglia tecnologica. Non sapevo però che qualcuno tramava alle mie spalle, anche se le continue domande su alcune preferenze m’avevano insospettito. Felice di questa cosa, regalo gradito al 100%.
Durante la mia ultima vacanza negli Usa, ho avuto modo di provare le sue funzionalità (non tutte, ho letto solo parte del manuale che si aggira sulle 300 pagine) e cosa dire, sono più che soddisfatto, anzi meravigliato delle sue qualità. E’ pur sempre una Canon, leader del mercato delle fotocamere.
Sono rimasto favorevolmente impressionato dallo stabilizzatore d’immagine, ho fatto foto in movimento in taxi e su un traghetto, la qualità è stata sempre eccezionale (ho fatto oltre 800 foto e di queste solo una è venuta mossa, peraltro foto fatta all’iphone all’apple store, quindi ero perfettamente immobile…forse è il fotografo che non è così bravo).
Altra caratteristica che mi ha stupito è lo zoom, che con i suoi 12x si fa valere anche a distanze considerevoli.

Ecco tutte le caratteristiche:

Body Material Plastic & Metal
Sensor • 1/2.5 " Type CCD
• 8.0 million effective pixels
Image sizes

• 3264 x 2448
• 2592 x 1944
• 2048 x1536
• 1600 x 1200
• 640 x 480

Movie clips • 640 x 480 @ 30 / 15fps
• 320 x 240 @ 60 / 30 / 15fps
• WAVE (stereo)
• Up to 4GB / 60 mins
File formats • Still: JPEG (Exif 2.2)
• Movie: AVI (Motion JPEG compression)
Lens

• 36 – 432 mm equiv
• 12x Optical zoom
• F2.7 – F3.5 (max)
• 11 elements in 9 groups (1 aspherical element, 1 UD element)

Image stabilization Yes (Lens shift-type)
Conversion lenses Yes
Digital zoom up to 4x (48x total)
Focus • AF: Single, Continuous
• Manual
• Focus bracket
AF area modes • AiAF (Face Detection / 9-point)
• 1-point AF (Fixed center)
AF assist lamp Yes
Focus distance • Normal: 50cm (19.7 in) minimum (W), 90cm (35.4 in) minimum (T)
• Macro: 10cm (4 in) wide only
• Super Macro: 0cm (0 in) wide only
Metering • Evaluative (linked to Face Detection AF)
• Center-weighted average
• Spot
ISO sensitivity • Auto
• High ISO Auto
• ISO 80
• ISO 100
• ISO 200
• ISO 400
• ISO 800
• ISO 1600
Exposure compensation • +/-2EV
• 1/3 EV steps
Exposure bracketing • 1/3-2EV
• 1/3 stop increments
Shutter speed

15-1/3200 sec. (selectable in Tv and M)

Aperture F2.7-8.0 (W) F3.5-8 (T)
Modes

• Auto
• Program AE
• Shutter Priority AE
• Aperture Priority AE
• Manual
• Custom

Scene modes • Indoor
• Night Scene
• Foliage
• Snow
• Beach
• Aquarium
• Fireworks
• Color Accent
• Color Swap
White balance

• Auto
• Daylight
• Cloudy
• Tungsten
• Fluorescent
• Fluorescent H
• Flash
• Custom

Self timer • 10 or 2 secs
• Custom
Continuous shooting Approx. 1.5 fps until card fills (0.9 fps with AF / Liveview)
Image parameters My Colors (My Colors Off, Vivid, Neutral, Sepia, Black & White, Positive Film, Lighter Skin Tone, Darker Skin Tone, Vivid Blue, Vivid Green, Vivid Red, Custom Color)
Flash

• Auto
• Manual Flash On / Off
• Slow Sync
• Red eye reduction
• Flash exposure lock
• Flash Exposure Compensation +/- 2EV in 1/3 stop increments
• Manual Power adjustment
• Second Curtain Sync
• Range: 50 cm – 5.2 m (wide) / 90 cm – 4.0 m (tele)

Hot-shoe • Canon Speedlites (220EX, 430EX, 580EX)
• E-TTL with EX series Speedlites, Canon’s High Power Flash HF-DC1
Viewfinder • 0.33" EVF
• 115,000 pixels
LCD monitor • Vari-angle 2.5-inch Low Temp P-Si TFT
• 207,000 pixels
• Adjustable Brightness
Connectivity • USB 2.0 Hi-Speed
• AV out (NTSC/PAL switchable, stereo audio)
Print compliance • PictBridge
• DPOF 1.1
• EXIF 2.2
• Canon SELPHY Compact Photo Printers and PIXMA Printers supporting PictBridge (ID Photo Print, Fixed Size Print and Movie Print supported on SELPHY CP & ES printers only)
Storage • SD / SDHC / MMC compatible
• 32 MB card supplied
Power • 4x AA Alkaline battery supplied or NiMH batteries
• Optional AC adapter
Weight (inc batt) 450 g (15.9 oz)
Dimensions 117 x 80 x 78 mm (4.6 x 3.1 x 3.1 in)

Vacanze americane.

Scritto il 09-09-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Viaggi

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Ecco, forse è la volta buona per mettere giù 2 parole sulla recente vacanza in Usa. Forse 2 parole sono troppo poche per riassumere 10 giorni vissuti intensamente, ma io non son mai stato un gran scrittore, vero Panz?
Operativi? Operativi…. (questa è una lunga storia)
Partenza sabato 25 agosto dalla stazione di Bologna, direzione Milano. Gli ultimi preparativi sono della sera precedente, panini (potevano mangiare 10 persone, Giuliano dovrebbe avere una foto) e posizionamento delle sveglie. 4 per la precisione, la prudenza non è mai troppa.
Arrivati all’aereoporto di Malpensa con largo anticipo, decidiamo di mangiare i panini per poi fare il check in. La signorina ci informa che una volta a Londra dobbiam rifare il check in (sono due compagnie diverse), mentre i bagagli ci saran consegnati direttamente a destinazione. Perplessi, chiediamo rassicurazioni sul fatto che tra un volo e l’altro abbiam solo un’ora e mezza di tempo per fare tutto. La ragazza ci rassicura, anzi ci mostra un depliant in cui ci sono tutte le istruzioni delle cose da fare una volta giunti a Londra.
Si parte quindi per Londra e dopo circa un’ora e trenta di volo e una decina di curve (forse nel viaggio era incluso la visita guidata dall’alto di Londra) arriviamo in perfetto orario. Istruzioni alla mano ci dirigiamo verso il Terminal 3. Giunti al Terminal 3 passiamo dalla security (ma come la security dopo un volo?????) e ci dirigiamo alla biglietteria Virgin. Qui una "simpatica" signorina ci informa che siam rimasti di "culo per terra" perchè a Londra i check in chiudono un’ora e trenta prima, e noi siam li quando manca solo un’ora alla partenza. Inpanicati come non mai, chiediamo nuove infomazioni ma niente, bisogna partire con il volo successivo (il giorno dopo). In previsione di una notte in albergo a Londra (i prezzi degli alberghi londinesi meriterebbero un post a parte), decidiamo di ritirare i bagagli ed ecco la nuova sorpresa: la mia valigia è dispersa chissà dove e nessuno ne sa niente. Ottimo.
Il giorno dopo armati di tanta speranza ci svegliamo all’alba perchè il nostro check in apre alle 6. Alle 7 siam in aereoporto, alle 11:30 si parte, destinazione Washington.

Washington

Arrivati a Washington troviamo Maria ad attenderci, sbrigo le pratiche per il recupero del mio bagaglio smarrito e si parte, direzione centro commerciale più vicino per fare shopping. Mi dedico quindi agli acquisti (compro 3 Levi’s che mi costano meno di 3 slip, da non crederci) e faccio un primo salto all’Apple Store facendo morire d’invidia qualcuno. Vero Andrè?
Finiti i primi acquisti ci dirigiamo all’albergo (altro capitolo a parte, a parole è indescrivibile, le foto ne sono un ottima testimonianza). La sera il poco operativo Giuliano ci abbandona ben presto, io e Mauri invece decidiamo di fare un primo giro in città.
La mattina, vuoi il fuso orario, vuoi i pinguini in camera (in Usa hanno l’abitudine di dormire con il condizionatore a palla e i piumoni, anche in piena estate) alle 7 siam già svegli e operativi. Più tardi ci si vede con Maria e parte il nostro tour per la città. Facciam visita a tutti i monumenti principali della città, non li cito tutti perchè sono tanti, chi vuole può fare un giro qui. La cosa che mi colpisce di questa città è il senso di sicurezza e tranquillità che si respira, davvero unico.
Il giorno dopo, dopo aver salutato Giuliano in partenza per Charlotte e dopo aver atteso per 3 ore la mia valigia (arrivata per fortuna integra), partiamo per New York.

New York

Arriviamo a New York nel tardi pomeriggio, dopo circa 3 ore di treno. Decidiamo di prendere il classico taxi newyorkese per andare all’albergo. Anche qui in camera ci attendono i pinguini, ma ormai siamo esperti. Lasciamo i bagagli e via, cartina alla mano iniziamo il nostro giro per New York. Passiamo per il Rockfeller Center e poi verso la meraviglia, Times Square: dire spettacolare è dir poco, rimango senza parole per un pò, mi sembra di sognare (era uno dei miei sogni andare a New York), poi un rumore sordo mi riporta alla realtà. La fame si fa sentire, così decidiamo di andar a mangiare qualcosina in uno dei tanti  fast food presenti (passiamo in un locale in cui un panino costa 30$, sti azzi…). Facciamo altri giri e poi a nanna, il giorno dopo ci sarà da camminare.
Dopo aver fatto colazione al nostro solito Starbucks (il McDonald’s delle colazioni), cartina alla mano ci dirigiamo verso la fermata della metro più vicina. Andiamo verso sud. Scendiamo al capolinea e uscendo dalla metro vedo il tristemente famoso WTC. Ero preparato a vedere tale scena ma nonostante questo un pò di angoscia m’è venuta lo stesso. Chiudiamo questa parentesi triste va.
Ci dirigiamo verso il molo da cui partono i battelli per far visita alla Statua della Libertà. Per salire sul piedistallo della Statua, bisogna prenotare i biglietti sul web, cosa che noi non avevam fatto. Quindi all’imbargo sapevam già che non sarem saliti sulla Statua. Fortuna vuole che durante il tragitto incontriamo un signore italiano che lavora sul battello da 40 anni e che ci offre dei pass. Gran botta di culo e ovazione verso tale anima gentile. Dopo 2 ore di fila (e controlli, che ci sono pressapoco ovunque, anche se non ne ho parlato fin’ora) finalmente saliamo sulla Statua e ci godiamo lo spettacolo di Manhattan.
Ritornati a Manhattan, ci dirigiamo verso Wall Strett, giusto per fare qualche foto e riposare su una scalinata poco distante. Riprendiamo la metro per andare a far visita all’Empire State Building. Per fortuna facciamo poca fila, prendiamo l’ascensore-jet e in men che non si dica siam al 90esimo piano. Esco sulla veranda quasi in punta di piedi, in segno di rispetto verso quello che ho di fronte: sento emozioni mai provate prima e un pò di batticuore. Dopo aver fatto un bel pò di foto, con la stanchezza che si fa sentire, ritorniamo in albergo. Decidiamo di riuscire per le 22, peccato però che ci addormentiamo e addio uscita serale. Il mattino dopo lo dedichiamo allo shopping, salvo poi ripartire nel pomeriggio per Washington. Una curiosità: nelle stazioni ferroviarie americane si può fare il biglietto solo con stazione di partenza in cui ci si trova, se si vuole fare il biglietto avente differente città di partenza da quella in cui ci si trova, bisogna rivolgersi al web (da questo punto di vista Trenitalia batte Amtrak 1-0, se teniam conto di tutti gli altri servizi Amtrak vince con uno scarto di 10 gol).

Ritornati a Washington, alloggiamo nel quartiere di Georgetown, famoso per l’Università. Famoso anche per i negozi, locali notturni e le ragazze che ci girano. D
Ripartiamo da Washington, direzione Ocean City, giusto per fare qualche giorno di mare. Poco da dire, solo che ho capito il perchè molte persone (me compreso) hanno paura delle onde del mare.
Come tutte le cose belle, anche la nostra vacanza è finita. All’aereoporto rincontriamo Giuliano (mentre noi eravam in giro a New York, lui meditava con gli indiani….e gli scoiattoli D ), si ricompone così la compagnia e a malincuore si ritorna in Italia.

Appena ho due minuti inserisco in photo gallery tutte (o quasi) le foto.

Returned.

Scritto il 04-09-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Viaggi

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Rieccomi qui, di ritorno dagli States. Appena smaltisco il fuso orario, scriverò un bel pò di cose su questa fantastica vacanza, merito anche degli amici con cui ho trascorso questi giorni: Maurizio, Giuliano e soprattutto Maria.

Conversazioni su messenger.

Scritto il 09-07-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Cazzeggio

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Stasera ho scoperto che oltre all’articolo IL esiste anche l’articolo LA.

Trattoria Cubana, Marina di Ravenna (RA).

Scritto il 06-06-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Pensieri

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Non so perché questo posto si chiami “La Cubana”, oltre all’intestazione “Irma e Pino”, poiché di cubano ha veramente poco. A parte tutto ciò il posto è il classico ristorante di pesce tradizionale. All’esterno il locale è piuttosto anonimo: si affaccia su di una via stretta direttamente sul molo di Marina di Ravenna.
Cosa si mangia? Ci sono una decina di antipasti, tutti piuttosto classici. Poi i primi: tagliolini fatti in casa, spaghetti o risotto declinati alla pescatora, allo scoglio o alle vongole. I secondi sono la grigliata, il fritto, gli spiedini. Poi qualche dolce ed i vini, senza troppa scelta. L’impressione è che qui vadano via ettolitri di “trinchetto” della casa e poco altro. Si nota subito che nel menù sono contemplate le mezze porzioni, soprattutto di grigliata e spiedini. Una volta ordinato si capisce il perché: le porzioni sono IMMENSE.
Quanto si spende? Il prezzo non è proprio da trattoria, ma probabilmente si spende qualche centesimo in meno di altri posti, tenendo conto del fatto che qui praticamente si mangia in due ordinando per una persona.
Il mio giudizio: le porzioni sono calibrate per due persone, non si discute; il nostro spaghetto allo scoglio era praticamente un vassoio con dentro un mezzo chilo di pasta affogata nel sugo ed una montagna di animali, tentacoli e cozze varie che ricoprivano il tutto. Abbiamo impiegato qualche minuto prima di mangiare lo strato di crostacei ed arrivare agli spaghetti veri e propri…
Insomma, come avrete capito la quantità c’è, indubbiamente, e non manca di certo la qualità. Diciamo che una cena qui è un’esperienza. E’ un luogo degno di abbuffate colossali, il regno incontrastato dei divoratori di pesce, di quelli magari che apprezzano più la quantità che la qualità (e pure non si mangia male, lo ribadisco). Sedersi a tavola qui ed ordinare un menù completo significa accettare una sfida, mettersi in gioco, allacciandosi il tovagliolo al collo (io l’ho fatto per precauzione) e preparandosi a sfidare l’ignoto, sapendo che nessuno farà caso a noi se mangeremo con le mani (anche questo l’abbiam provato), rumorosamente, sbuffando per lo sforzo e slacciando furtivamente la cintura dei pantaloni (su suggerimento di Andrea avevo evitato di metterla). Nel caso poi ci si misuri con una Grigliata Imperiale (che non oso immaginare cosa possa essere) credo si possa arrivare a rischiare la vita, e ben presto si è consapevoli che qui tutto è lecito; è una sfida tra voi e quel gamberone che vi guarda sprezzante da sotto quei tagliolini lussureggianti: è in gioco tutto, è in gioco l’onore!

Il cane dei miei amici.

Scritto il 25-05-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Pensieri

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Osteria dell’Orsa a Bologna.

Scritto il 18-03-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Pensieri

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Come spesso accade, nei week end si esce a cena fuori con gli amici. Ieri sera siamo stati all’ Osteria dell’Orsa, nella città che mi ospita. E pensare che ci vivo da più di 6 anni, ma non la conoscevo. Grazie a Francesco per la dritta.
Cena deliziosa, con le classiche crescentine a farla da padrona. La qualità del mangiare è ottima, e i prezzi non sono alti, direi che sono in linea con le bontà che si mangiano. E che dire poi del vinello della casa, scende giù che è una meraviglia, anche se poi alla fine fa brutti scherzi (non so perchè ma sto pensando alle performances di Alessandra… D )
Simpatici anche i ragazzi che lo gestiscono, davvero gentili.
Per chi passa da Bologna, consiglio di farci un giretto: il locale si trova in centro, precisamente qui.

Domenica parmense.

Scritto il 04-03-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Viaggi

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Oggi si va qui con gli amicici..

La delicatezza dell’elefante.

Scritto il 17-02-2007 da Vito Antonio Bonardi

Pubblicato su : Amici, Pensieri

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Penso che riferire a qualcuno della morte di un amico, non sia semplicissimo, anzi direi assai delicato.
Farlo nel modo in cui l’ha fatto mio cugino, lo definirei con la delicatezza di un elefante!