Ecco, forse è la volta buona per mettere giù 2 parole sulla recente vacanza in Usa. Forse 2 parole sono troppo poche per riassumere 10 giorni vissuti intensamente, ma io non son mai stato un gran scrittore, vero Panz?
Operativi? Operativi…. (questa è una lunga storia)
Partenza sabato 25 agosto dalla stazione di Bologna, direzione Milano. Gli ultimi preparativi sono della sera precedente, panini (potevano mangiare 10 persone, Giuliano dovrebbe avere una foto) e posizionamento delle sveglie. 4 per la precisione, la prudenza non è mai troppa.
Arrivati all’aereoporto di Malpensa con largo anticipo, decidiamo di mangiare i panini per poi fare il check in. La signorina ci informa che una volta a Londra dobbiam rifare il check in (sono due compagnie diverse), mentre i bagagli ci saran consegnati direttamente a destinazione. Perplessi, chiediamo rassicurazioni sul fatto che tra un volo e l’altro abbiam solo un’ora e mezza di tempo per fare tutto. La ragazza ci rassicura, anzi ci mostra un depliant in cui ci sono tutte le istruzioni delle cose da fare una volta giunti a Londra.
Si parte quindi per Londra e dopo circa un’ora e trenta di volo e una decina di curve (forse nel viaggio era incluso la visita guidata dall’alto di Londra) arriviamo in perfetto orario. Istruzioni alla mano ci dirigiamo verso il Terminal 3. Giunti al Terminal 3 passiamo dalla security (ma come la security dopo un volo?????) e ci dirigiamo alla biglietteria Virgin. Qui una "simpatica" signorina ci informa che siam rimasti di "culo per terra" perchè a Londra i check in chiudono un’ora e trenta prima, e noi siam li quando manca solo un’ora alla partenza. Inpanicati come non mai, chiediamo nuove infomazioni ma niente, bisogna partire con il volo successivo (il giorno dopo). In previsione di una notte in albergo a Londra (i prezzi degli alberghi londinesi meriterebbero un post a parte), decidiamo di ritirare i bagagli ed ecco la nuova sorpresa: la mia valigia è dispersa chissà dove e nessuno ne sa niente. Ottimo.
Il giorno dopo armati di tanta speranza ci svegliamo all’alba perchè il nostro check in apre alle 6. Alle 7 siam in aereoporto, alle 11:30 si parte, destinazione Washington.
Washington



Arrivati a Washington troviamo Maria ad attenderci, sbrigo le pratiche per il recupero del mio bagaglio smarrito e si parte, direzione centro commerciale più vicino per fare shopping. Mi dedico quindi agli acquisti (compro 3 Levi’s che mi costano meno di 3 slip, da non crederci) e faccio un primo salto all’Apple Store facendo morire d’invidia qualcuno. Vero Andrè?
Finiti i primi acquisti ci dirigiamo all’albergo (altro capitolo a parte, a parole è indescrivibile, le foto ne sono un ottima testimonianza). La sera il poco operativo Giuliano ci abbandona ben presto, io e Mauri invece decidiamo di fare un primo giro in città.
La mattina, vuoi il fuso orario, vuoi i pinguini in camera (in Usa hanno l’abitudine di dormire con il condizionatore a palla e i piumoni, anche in piena estate) alle 7 siam già svegli e operativi. Più tardi ci si vede con Maria e parte il nostro tour per la città. Facciam visita a tutti i monumenti principali della città, non li cito tutti perchè sono tanti, chi vuole può fare un giro qui. La cosa che mi colpisce di questa città è il senso di sicurezza e tranquillità che si respira, davvero unico.
Il giorno dopo, dopo aver salutato Giuliano in partenza per Charlotte e dopo aver atteso per 3 ore la mia valigia (arrivata per fortuna integra), partiamo per New York.
New York



Arriviamo a New York nel tardi pomeriggio, dopo circa 3 ore di treno. Decidiamo di prendere il classico taxi newyorkese per andare all’albergo. Anche qui in camera ci attendono i pinguini, ma ormai siamo esperti. Lasciamo i bagagli e via, cartina alla mano iniziamo il nostro giro per New York. Passiamo per il Rockfeller Center e poi verso la meraviglia, Times Square: dire spettacolare è dir poco, rimango senza parole per un pò, mi sembra di sognare (era uno dei miei sogni andare a New York), poi un rumore sordo mi riporta alla realtà. La fame si fa sentire, così decidiamo di andar a mangiare qualcosina in uno dei tanti fast food presenti (passiamo in un locale in cui un panino costa 30$, sti azzi…). Facciamo altri giri e poi a nanna, il giorno dopo ci sarà da camminare.
Dopo aver fatto colazione al nostro solito Starbucks (il McDonald’s delle colazioni), cartina alla mano ci dirigiamo verso la fermata della metro più vicina. Andiamo verso sud. Scendiamo al capolinea e uscendo dalla metro vedo il tristemente famoso WTC. Ero preparato a vedere tale scena ma nonostante questo un pò di angoscia m’è venuta lo stesso. Chiudiamo questa parentesi triste va.
Ci dirigiamo verso il molo da cui partono i battelli per far visita alla Statua della Libertà. Per salire sul piedistallo della Statua, bisogna prenotare i biglietti sul web, cosa che noi non avevam fatto. Quindi all’imbargo sapevam già che non sarem saliti sulla Statua. Fortuna vuole che durante il tragitto incontriamo un signore italiano che lavora sul battello da 40 anni e che ci offre dei pass. Gran botta di culo e ovazione verso tale anima gentile. Dopo 2 ore di fila (e controlli, che ci sono pressapoco ovunque, anche se non ne ho parlato fin’ora) finalmente saliamo sulla Statua e ci godiamo lo spettacolo di Manhattan.
Ritornati a Manhattan, ci dirigiamo verso Wall Strett, giusto per fare qualche foto e riposare su una scalinata poco distante. Riprendiamo la metro per andare a far visita all’Empire State Building. Per fortuna facciamo poca fila, prendiamo l’ascensore-jet e in men che non si dica siam al 90esimo piano. Esco sulla veranda quasi in punta di piedi, in segno di rispetto verso quello che ho di fronte: sento emozioni mai provate prima e un pò di batticuore. Dopo aver fatto un bel pò di foto, con la stanchezza che si fa sentire, ritorniamo in albergo. Decidiamo di riuscire per le 22, peccato però che ci addormentiamo e addio uscita serale. Il mattino dopo lo dedichiamo allo shopping, salvo poi ripartire nel pomeriggio per Washington. Una curiosità: nelle stazioni ferroviarie americane si può fare il biglietto solo con stazione di partenza in cui ci si trova, se si vuole fare il biglietto avente differente città di partenza da quella in cui ci si trova, bisogna rivolgersi al web (da questo punto di vista Trenitalia batte Amtrak 1-0, se teniam conto di tutti gli altri servizi Amtrak vince con uno scarto di 10 gol).
Ritornati a Washington, alloggiamo nel quartiere di Georgetown, famoso per l’Università. Famoso anche per i negozi, locali notturni e le ragazze che ci girano.
Ripartiamo da Washington, direzione Ocean City, giusto per fare qualche giorno di mare. Poco da dire, solo che ho capito il perchè molte persone (me compreso) hanno paura delle onde del mare.
Come tutte le cose belle, anche la nostra vacanza è finita. All’aereoporto rincontriamo Giuliano (mentre noi eravam in giro a New York, lui meditava con gli indiani….e gli scoiattoli
), si ricompone così la compagnia e a malincuore si ritorna in Italia.
Appena ho due minuti inserisco in photo gallery tutte (o quasi) le foto.
3 infrazioni da 5 punti in un anno: addio patente!
Bologna: 9 secoli di storia sulla torre degli Asinelli.
Scandalosi!
Mou, così non vale!