Dan Brown: Il Simbolo Perduto.
Scritto il 13-12-2009 da Vito Antonio Bonardi
Pubblicato su : Libri
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La Storia
Robert Langdon, professore di simbologia ad Harvard, è in viaggio per Washington. È stato convocato d’urgenza dall’amico Peter Solomon, uomo potentissimo affiliato alla massoneria, nonché filantropo, scienziato e storico, per tenere una conferenza al Campidoglio sulle origini esoteriche della capitale americana. Ad attenderlo c’è però un inquietante fanatico che vuole servirsi di lui per svelare un segreto millenario. Langdon intuisce qual è la posta in gioco quando all’interno della Rotonda del Campidoglio viene ritrovato un agghiacciante messaggio: una mano mozzata col pollice e l’indice rivolti verso l’alto. L’anello istoriato con emblemi massonici all’anulare non lascia ombra di dubbio: è la mano destra di Solomon. Langdon scopre di avere solamente poche ore per ritrovare l’amico. Viene così proiettato in un labirinto di tunnel e oscuri templi, dove si perpetuano antichi riti iniziatici. La sua corsa contro il tempo lo costringe a dar fondo a tutta la propria sapienza per decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città. Fino al sorprendente finale. Un nuovo capitolo de “Il Codice da Vinci”, un thriller dalla trama mozzafiato, che si snoda a ritmo incalzante in una selva di simboli occulti, codici enigmatici e luoghi misteriosi.
[via Ibs]
Il Mio Parere
Il simbolo perduto dello scrittore statunitense Dan Brown era forse il libro più atteso dell’anno. Forse l’autore non ha voluto rischiare troppo, mantenendo lo stesso protagonista del Il Codice da Vinci, Robert Langdon, professore di simbologia ad Harvard, e lo stesso mix di thriller ed esoterismo nella trama, ma scegliendo questa volta uno scenario forse meno evocativo ma sicuramente a lui più familiare, ovvero la capitale degli Stati Uniti. Archiviate le indagini sulla Chiesa, i misteri dell’Opus Dei e la vita di Gesù, nel nuovo romanzo il professore di simbologia dell’Università di Harvard indaga sulla massoneria americana.
Sempre per lo stesso motivo, l’autore ha voluto riproporre una scena agghiacciante in uno scenario famoso (Il Campidoglio di Washington al posto del Louvre), una sfilza di cospirazioni e un cattivo dall’aria strana e masochista (un uomo muscoloso e tatuato al posto di un monaco albino).
Che dire, forse non è allo stesso livello dei precedenti libri, ma se si è amanti del genere, le oltre 600 pagine vanno giù che è una meraviglia.
Infine, sul sito del Washigton Post, una fotogalleria mostra i simboli massonici disseminati nei monumenti pubblici della capitale degli Stati Uniti.














