Strage di Ustica e il Museo della Memoria.
Scritto il 27-06-2007 da Vito Antonio Bonardi
Pubblicato su : Attualità, Pensieri
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Da oggi, dopo 27 anni da quella tragica sera del 27 giugno 1980, la strage del Dc 9 Itavia in volo da Bologna a Palermo con 81 persone a bordo (77 passeggeri e 4 membri d’equipaggio), esploso nel cielo di Ustica per cause non ancora chiarite, vivrà per sempre nel "Museo della Memoria" che ospita il relitto recuperato dell’aereo e che sarà inaugurato stasera a Bologna.
Il Museo aprirà stasera le porte, in un ex deposito di autobus dell’azienda di trasporto pubblico. Ricordo che i resti del Dc 9, furono trasportati un anno fa da Roma (dalla base di Pratica di Mare) a Bologna grazie all’aiuto dei vigili del fuoco.
Sui maggiori quotidiani online, oggi non c’è alcuna notizia che ricordi quest’avvenimento. Qualcuno potrà dire che ormai sono passati tanti anni, tanti quanti ne ho io, ma io sottolineo che questa storia non ha ancora una verità, un colpevole, solo tanti perchè nonostante decenni di inchieste e di polemiche.
L’unico ricordo che ho potuto seguire è stato quello della redazione de "La Storia siamo Noi", un programma che va in onda al mattino su Rai 3. La puntata di oggi era dedicata proprio alla strage di Ustica, potete trovare immagini, interviste e video qui.











Io la ricordo, come ricordo l’attentato alla Stazione di Bologna, la bomba sul treno nella Bologna-Firenze. Provo orrore, dolore e rabbia ogni volta che scorgo lo squarcio nella parete della sala d’aspetto della stazione, ogni volta che vado in treno a Firenze, ogni volta che la “memoria” si rifa’ viva. Ma non dobbiamo, non possiamo dimenticare.
Dico la verità, fino a stamane io non conoscevo tutti i fatti di quest’intricata faccenda. Conoscevo la strage di Ustica per quelle poche notizie che ogni tanto danno ai Tg. Stamane seguendo il documentario, sono rimasto allibito e mi son fatto un’idea personale: ci sono in ballo troppi interessi e poteri forti, anche a livello politico e soprattutto militare, perchè la verità venga a galla.
EPITAFFIO PER UNA STRAGE
Ustica, 27 giugno 1980
di Alessandro Farris
.
Questo articolo non è come gli altri, sono diversi l’idea e l’impostazione. Vuole essere la visione, tramite le mie parole, imperfette come possono essere quelle umane, di una vicenda che mi ha colpito molto non appena ne sono venuto a conoscenza.
Ho 26 anni e sono nato 7 giorni dopo il disastro di Ustica.
Ho scoperto, dopo quasi 26 anni, che a bordo dell’aereo vi erano bambini che ora sarebbero miei coetanei e questo mi ha indignato come non mai.
Riporterò l’elenco delle vittime di questa strage in modo che rimanga nella memoria la scomparsa di queste persone. Affinché, come a Bologna una lapide ricorda chi morì il 2 agosto del medesimo anno, vi sia un modo per ricordare chi, in una sera di estate, voleva andare a Palermo, ma non arrivò mai.
Questo è l’elenco.
Nomi, cognome ed età.
Nel caso dell’equipaggio vi è riportato anche il ruolo svolto all’interno del velivolo.
I 77 passeggeri del volo IH-870 e i quattro membri dell’equipaggio del DC-9 Itavia (tra parentesi l’età):
Andres Cinzia (24),
Andres Luigi (32),
Baiamonte Francesco (55),
Bonati Paolo (16),
Bonfietti Alberto (37),
Bosco Alberto (41),
Calderone Maria Vincenza (58),
Cammarata Giuseppe (19),
Campanini Arnaldo (45),
Casdia Antonio (32),
Cappellini Antonella (57),
Cerami Giovanni (34),
Croce Maria Grazia (40),
D’Alfonso Francesca (7),
D’Alfonso Salvatore (39),
D’Alfonso Sebastiano (4),
Davì Michele (45),
De Cicco Giuseppe Calogero (28),
De Dominicis Rosa (Allieva Assistente di volo Itavia) (21),
De Lisi Elvira (37),
Di Natale Francesco (2),
Diodato Antonella (7),
Diodato Giuseppe (1),
Diodato Vincenzo (10),
Filippi Giacomo (47),
Fontana Enzo (Copilota Itavia) (32),
Fontana Vito (25),
Fullone Carmela (17),
Fullone Rosario (49),
Gallo Vito (25),
Gatti Domenico (Comandante Pilota Itavia) (44),
Gherardi Guelfo (59),
Greco Antonino (23),
Gruber Berta (55),
Guarano Andrea (37),
Guardì Vincenzo (26),
Guerino Giacomo (19),
Guerra Graziella (27),
Guzzo Rita (30),
Lachina Giuseppe (58),
La Rocca Gaetano (39),
Licata Paolo (71),
Liotta Maria Rosaria (24),
Lupo Francesca (17),
Lupo Giovanna (32),
Manitta Giuseppe (54),
Marchese Claudio (23),
Marfisi Daniela (10),
Marfisi Tiziana (5),
Mazzel Rita Giovanna (37),
Mazzel Erta Dora Erica (48),
Mignani Maria Assunta (30),
Molteni Annino (59),
Morici Paolo (Assistente di volo Itavia) (39),
Norrito Guglielmo (37),
Ongari Lorenzo (23),
Papi Paola (39),
Parisi Alessandra (5),
Parrinello Carlo (43),
Parrinello Francesca (49),
Pelliccioni Anna Paola (44),
Pinocchio Antonella (23),
Pinocchio Giovanni (13),
Prestileo Gaetano (36),
Reina Andrea (34),
Reina Giulia (51),
Ronchini Costanzo (34),
Siracusa Marianna (61),
Speciale Maria Elena (55),
Superchi Giuliana (11),
Torres Pierantonio (32),
Tripiciano Giulia Maria Concetta (45),
Ugolini Pierpaolo (33),
Valentini Daniela (29),
Valenza Giuseppe (33),
Venturi Massimo (31),
Volanti Marco (36),
Volpe Maria (48),
Zanetti Alessandro (18),
Zanetti Emanuele (39),
Zanetti Nicola (6).
Analizzando cosa c’è dietro a queste persone, vediamo la vita di tutti i giorni. Una vita normale, dopo tutto. Di chi va in aereo per i suoi motivi e lo usa per andare più rapidamente. Nessuno credeva in un periodo come quello che viviamo attualmente, fatto di una compagnia di bandiera che trema per il bilancio tremendamente in perdita oppure con addetti ai bagagli che alleggeriscono i medesimi .
Come scrivere di questa vicenda senza ricorrere in frasi già sentite od espressioni troppo ricorrenti? Non è facile e chiedo fin da ora il perdono di chi leggerà. Non sono un giornalista, né uno scrittore. In questo periodo ho avuto modo di vedere un film sulla vicenda: “Il muro di gomma”. In seguito ho assistito alla rappresentazione di Marco Paolini “I-TIGI CANTO PER USTICA” e, per concludere, il 27 giugno scorso ho seguito il programma di Giovanni Minoli “La storia siamo noi”.
La visione, in particolare di “I-TIGI CANTO PER USTICA”, mi ha colpito molto. La bravura di Paolini l’avevo apprezzata quando avevo visto la rappresentazione sul disastro del Vajont. Però stavolta mi sono sentito più coinvolto. E’ troppo vicina a me come fatto storico. E’ troppo quanto è accaduto e che nessuno, ancora adesso, non abbia pagato per quanto è stato.
Semplicemente, è troppo.
Non voglio mettere immagini dell’aereo, perché sono qualcosa che non potrebbe spiegare a sufficienza cosa sia successo quella sera. Ma non solo quella sera.
Gravi fatti ci sono stati anche negli anni successivi, tuttavia era comodo celarli come notizie non rilevanti e si è tirato sopra un sipario di silenzio.
Comodo non parlare di verità in questo Paese chiamato Italia.
Un paese che usa gli eroi nello spazio di un mattino per celebrarsi, ma che tende a dimenticare chi rimane.
Nel caso di questa vicenda, i parenti delle vittime.
Non tutte hanno avuto un corpo da piangere.
Spesso hanno dovuto accontentarsi di un bagaglio, un oggetto, quanto il mare aveva reso loro. Anzi, mi correggo, quanto dal mare è stato recuperato e dichiarato in seguito. Infatti i soccorsi non arrivarono la sera stessa dell’evento (mi rammarico dell’utilizzo di questo termine, ma non voglio ripetermi nel dire “strage”, o “tragedia” o altro…), bensì la mattina successiva.
Nessuno ha detto di esservi stato quella notte, ma è altrettanto vero che se vi fosse stato qualcuno, quel qualcuno si è guardato bene dal dichiarare ciò che fece.
81 vicende umane, 81 vite spezzate.
Troppi sussurri di presunta verità. Troppi urli per nascondere la verità.
Troppi silenzi imposti.
Parole non dette, parole non scritte.
Sono qui, con queste parole scritte non come protesta, ma come esposizione di un qualcosa di interiore. Un qualcosa di interiore che voleva essere espresso e non tenuto nascosto.
Questo è un mio articolo sulla vicenda.
Ma ora ne metterò un altro.
Così che si possa capire il perchè sono interessato alla vicenda.
UNA VICENDA VEROSIMILE
Intervista immaginaria ad un passeggero del DC9 dell’ITAVIA inabissatosi il 27 giugno 1980
di Alessandro Farris
Come già il sottotitolo illustra, questa intervista non è mai avvenuta nella realtà. Ma lo scopo di questo articolo è una presentazione della vicenda di Ustica sotto un altro aspetto.
Quello di un passeggero, del quale ho taciuto nome e cognome per rispetto nei confronti dei familiari, però che poteva aver compiuto taluni delle azioni raccontate e che racconta a modo suo i preparativi del viaggio e il volo.
27 GIUGNO 1980
Domanda – Ci descriva il suo viaggio fino all’aeroporto di Bologna.
Risposta – Cosa vuole che le dica. Sono un siciliano e vado a trovare dei parenti per un battesimo di un nipote.
Non è la prima volta che prendo l’aereo. L’ho già preso per salire qui a Bologna ove dovevo fare una visita all”Ospedale Rizzoli ed ora sto bene e torno giù.
D – Allora ha preso tutto?Valige, biglietto, eventuali regali per il bimbo. Insomma le solite cose che si prendono per un viaggio in aereo.
R – Si. Si. Non vedo l’ora di vedere questo nuovo picciriddo.
Già mia moglie, quando mi ha chiamato per sapere com’era andata la visita, me lo ha descritto come un picciriddo sano e robusto.
D – (A bordo del taxi in direzione dell’aeroporto) Le dispiace se aspetto con lei l’arrivo dell’aereo e intanto parliamo un pò?
R – Prego, prego faccia pure. Non mi disturba affatto dottore. Per me è un piacere parlare con qualcuno.
D – Ah eccoci all’aeroporto. Ora lei andrà a fare il biglietto. Io sono in sala d’aspetto.
R – Grazie Vossia. Lei è gentile. Vado e torno.
(Rumori nell’aeroporto. Gente che va e gente che viene. Intanto un annuncio fa tacere la musichetta dell’aeroporto “Si avvisano i signori passeggeri che il volo IH 870 in arrivo da Roma Ciampino per Bologna Borgo Panigale diretto a Palermo Punta Raisi ha un ritardo di 100 minuti”)
R – Sentito Vossia? Ci faranno aspettare per questo aereo. Va beh. Attendiamolo. Non ci resta altro da fare.
D – Si ho sentito. Se vuole, può avvisare i suoi familiari di questo ritardo.
R – Grazie. Lo farò senza indugiare un minuto. ( Intanto mentre il passeggero va a telefonare, la sala d’aspetto si riempe dei passeggeri in attesa del volo IH 870).
D – (Vede arrivare il passeggero soddisfatto.)Allora tutto a posto?
R – Certo Vossia. Mia moglie mi ha passato il picciriddo al telefono ed ho sentito il suo pianto. Ha buona voce! Farà molta strada nella vita!
(Intanto dall’aeroporto un nuovo annuncio : “Si avvisano i signori passeggeri che il volo IH 870 da Roma Ciampino per Bologna Borgo Panigale diretto a Palermo Punta Raisi avrà un ritardo di 130 minuti causa maltempo nella zona di atterraggio di Bologna”)
R – Questo è un altro motivo per cui voglio tornare al mio paese! Lì c’è il sole, qui il sole non l’ ho ancora visto! ( Ride un pò pensando al sole della sua terra)
D – Comunque sembra che ora ci sia solo mezz’ora da attendere.
Aspettiamo.
R – Vossia ha perfettamente ragione.
(Intanto sono arrivati tutti i passeggeri del volo IH 870 e con loro anche l’equipaggio)
(L’aereo arriva finalmente all’aeroporto di Bologna. Ne viene dato l’annuncio)
“Si avvisano i signori passeggeri del volo IH 870 che l’aereo è appena atterrato al nostro aeroporto. Nello scusarci per eventali disagi avvenuti, la compagnia ITAVIA vi augura buon viaggio. Grazie.”
R – Ha sentito? Ora si parte! (Prende le valige ed i regali per il bimbo e si mette in coda con gli altri passeggeri)
D – Le auguro buon viaggio.
R – Venga in Sicilia Vossia! Da noi si troverà bene!
(Intanto l’aereo si riempe dei passeggeri e l’equipaggio aiuta i passeggeri a trovare i posti assegnati)
Tutti i passeggeri sono all’interno dell’aereo.
77 passeggeri
4 membri d’equipaggio
In volo verso la Sicilia.
Un volo normalissimo.
Il comandante dà il benvenuto a bordo dell’apparecchio e porta i saluti della compagnia ITAVIA.
L’aereo decolla.
Il nostro passeggero non nota nulla di insolito.
Anzi stanco per l’attesa ne approfitta per fare un pisolino.
Intanto l’aereo sorvola Firenze e velocemente si prepara a sorvolare Roma.
I radar della Difesa vedono l’aereo e lo seguono. E’ un’aereo italiano, civile, non ci sono problemi.
Anzi i problemi ci sono appena sorvola Roma.
Da Ciampino non comprendono che traccia abbia l’aereo.
Così chiedono al pilota di inviare a terra il segnale per identificare l’aereo, perchè non si capisce bene chi sia.
Il pilota lo fa, ma non una più d’una volta.
Di tutto questo il nostro passeggero non sa nulla.
Si sveglia e controlla quanto ha con sè : i bagagli sono al loro posto e l’orsetto per il bimbo è nel cellophane dove lo ha lasciato.
Il comandante avvisa i passeggeri che stanno sorvolando Roma e presto saranno sulla rotta verso Palermo e mancherà poco alla conclusione del viaggio.
L’aereo lascia la terraferma e si dirige sul mare.
Supera Ponza e il pilota in contatto con l’aeroporto di Palermo fa presente che non ha trovato un radiofaro funzionante.
Da Palermo rassicurano il pilota e lo informano che è una situazione eccezionale di quella sera, ma senza dire di più.
Ad un certo punto, un bagliore nel cielo….
L’aereo come integro ed in volo verso la Sicilia non è più.
Precipita in mare.
I radar della Difesa segnalano “rottami in caduta sul letto del vento”.
Terribile.
A Palermo i parenti aspettano.
Ci sono i parenti del nostro passeggero incontrato a Bologna.
Lo attendono e vedono sul tabellone dell’aeroporto che l’aereo accumula ritardo su ritardo e non ne comprendono la ragione.
L’aereo doveva arrivare alle 21.13.
Arriva mezzanotte e non si vede nulla.
I passeggeri più nervosi chiedono ansiosamente spiegazioni agli addetti dell’aeroporto.
Ad un certo punto esce il direttore dell’aeroporto ed in mano ha una lista.
“Elenco passeggeri aereo IH 870″
La voce del direttore, fredda ed impersonale, legge i nomi dei passeggeri presenti sul volo.
Quando giunge il nome del nostro passeggero, la moglie ha un malore e piange. I figli, piccoli, non capiscono dove sia il loro papà e perchè non si vede.
Non sanno che del loro papà è rimasto solo il regalo che aveva preso per il nipotino.
Quel regalo galleggia sul mar Tirreno, tra carburante dell’aereo, rottami vari e anche alcuni corpi.
8 GENNAIO 2007
A distanza di 27 anni non si sa ancora nulla sulle cause della caduta dell’aereo.
Nè vi sono eventuali colpevoli.
Hanno pagato in 81 su quell’aereo.
In seguito morirono altre 14 persone legate in un qualche modo alla vicenda.
La compagnia ITAVIA fallì dopo l’accaduto e il presidente si dimise sommerso da false accuse di colpevolezza.
Questa vicenda rimane tuttavia ancor misteriosa, ma non per questo non bisogna smettere di ricordare.
“…meditate che questo è stato…” (Se questo è un uomo – Primo Levi)
Questi sono i miei articoli sulla vicenda.
Articoli di un ragazzo di 27 anni nato 7 giorni dopo la strage e per questo sento la strage come una ferita viova nel mio sangue.
Addì 27/06/2008
IL MASSACRO CONTINUA 28° PUNTATA!!!!
LA STRAGE DI USTICA
Il giorno della MEMORIA
Il tempo della pace non è ancora arrivato!!!
Le varie informazioni che arrivano ad ogni anniversario suscitano in noi sempre un grande dolore!
Perché dopo 28 anni questa telenovela non ha fine?
Abbiate rispetto per questi morti che non possono trovare pace perché c’è sempre chi non ha il coraggio di parlare…
Lasciateli in pace…lasciateci in pace…qui gli sciacalli sono passati troppe volte e non c’è più niente da prendere… solo la disperazione che regna tra noi, non abbiamo più le forze per cercare questa giustizia per noi e per gli italiani!!!
Deponiamo l’ultima nostra speranza affinché lasciate in pace la nostra anima… che possa sopravvivere dopo averci fatto versare tutte le lacrime…ora non ne abbiamo più.
Non illudeteci, non insultateci ancora…siamo stanchi, siamo tanto stanchi!!!
A voi potenti diciamo: non abbiamo più la forza di lottare, fatelo voi per noi!
Fine puntata!
Linda Lachina
(parente di 2 vittime)
http://www.stragediustica.info
La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha emesso in data 15.12.2005 la decisione sui presunti depistaggi. Il dispositivo della sentenza http://www.stragi80.it/documenti/processo/appello/motiviappello.pdf
ha però un contenuto diverso e più ampio di quello che è stato fatto conoscere ai giornalisti: http://www.stragi80.it/documenti/processo/appello/dispositivo.pdf
Se non è un falso, come può essere qualificato l’episodio?
Possibile che nessuno l’abbia notato? Io sono sospettoso e ne chiarisco i motivi nel mio sito
http://www.studiolegalebrogneri.it